Il peggiore di tutti finalmente se ne va. Ma l’abortista farà ben peggio di lui!

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12 nov – Come da scaletta, dopo le tanto sperate dimissioni (e di molto peggio) di Napolitano, si ricomincia a parlare di candidati/nominati al Colle e i cultori dell’odio e della morte, nemici di questo Paese e della sua cultura, faranno di tutto per eleggere l’abortista aSSaSSina che non pagò mai il conto con la giustizia (ai tempi l’aborto era ancora punito dalla legge, né lei era medico). Se pur con un’alzata di scudi a livello nazionale, chi come me è cultore della vita e della famiglia, s’era illuso che fossimo riusciti a scongiurare questo gravissimo pericolo, grazie alle figure di merda collezionate come Ministro degli Esteri. Purtroppo non è così.

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La Boldrinova, militante a libro paga dei criminali del NWO (leggi Onu&C:), approdata alla Camera nonostante i soli 4 voti che ha preso, ha cominciato a parlare di “una donna al Quirinale” pensando più alla pompista da biciclette che a se stessa. Quindi, non v’è soltanto il rischio che la nemica della vita diventi presidente della Repubblica italiota, ma è una certezza.

Il progetto dei radicali nel mondo – forse, la lobby più potente – è quello di cambiare l’antropologia umana del Pianeta. Mentre il progetto dei radicali nostrani – sostengono lo stesso disegno criminale – pur non avendo nessun rappresentante in parlamento, hanno solo l’obiettivo di fare cassa. Ma per capire meglio, per conoscere bene la tragedia che ci sta per capitare, dovete approfondire che razza di Uoma sia la candidata. E per farlo al meglio mi permetto di suggerirvi di leggere: “Emma Bonino, dagli aborti al Quirinale?”,  testo scritto dall’amico Danilo Quinto che, suo malgrado, è stato accanto a lei e a quell’essere sgodevole di Pannella per vent’anni.

Il libro di Danilo Quinto è un vademecum per far carriera. Dimostra che non è difficile passare da una fattoria delle campagne di Bra (Cuneo) all’olimpo dell’establishment mondiale. Si inizia a fare aborti “con una pompa da bicicletta, un dilatatore di plastica e un vaso dentro cui si fa il vuoto e in cui finisce il contenuto dell’utero. “Io uso – spiega Emma Bonino al settimanale Oggi, nel 1975 – un barattolo da un chilo che aveva contenuto della marmellata. Alle donne non importa nulla che io non usi un vaso acquistato in un negozio di sanitari, anzi è un buon motivo per farsi quattro risate”.

Dopo gli aborti, viene l’elezione in Parlamento, nel 1976, dove rimane fino al 2013, con un intermezzo di 5 anni da Commissaria europea, ruolo che abbandomò con disonore quando venne accertata la responsabilità collegiale dei Commissari (i Ministri) in alcuni  casi di frode, cattiva gestione e nepotismo in seno appunto alla Commissione presieduta dal francese Jacques Santer e di cui lei faceva parte. (Tutta una serie di “raccomandazioni e favoritismi” e di abusi che hanno comportato (con il sistema dei “sottomarini”) l’erogazione non controllata di oltre 7 miliardi (spariti!) nell’ambito dell’Ufficio Europeo per gli Aiuti umanitari d’Emergenza.)  Qui il documento ufficiale >>

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Ovviamente non possiamo omettere l’aiutino al terrorista Toni Negri per la sua fuga in Francia Emma Bonino e la fuga del terrorista Toni Negri

Anche per quanto riguarda la coerenza ci sarebbe molto da dire: la nostra record-woman è passata infatti con incredibile nonchalance dalle proteste in piazza “no taliban, no vatican” alla presentazione del meeting Cl di Rimini Cattolici al capolinea: Emma Bonino presenta il meeting di Rimini, piroettando allegramente tra l’abortificio CISA e la presenza nell’ambito di  movimento ecclesiali. Ma i milanesi, che hanno buona memoria, ricorderanno certamente i movimenti femministi del 68 “Con il dito, con il dito orgasmo garantito… quando le ancelle della nostra radicale sfilavano in corteo da Porta Venezia verso San Babila…

Si contrapponeva quindi il coro dei maschi L’USEL, L’E’ IL ME, TEL FO’ MINGA VIDEE….  che da Piazza Cairoli andavano, sempre in corteo, verso San Babila.

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Durante questa serie di brillanti esperienze, la nostra eroina gira anche il mondo e frequenta i potenti della terra. Da Hillary Clinton a George Bush. Da George Soros a Madeleine Albright. Partecipa alle riunioni del Gruppo Bildeberg. Riceve prestigiosi premi internazionali per l’affermazione dei diritti umani e fa campagne per l’eutanasia. Poi diventa addirittura Ministro degli Esteri, ruolo in cui si è distinta per i 15 milioni regalati al Senegal, per aver difeso il regime illiberale di Erdogan e l’ingresso della Turchia in Europa, per aver promosso il dialogo con i Fratelli musulmani e soprattutto per l’assoluta inettitudine con cui ha trattato il caso dei nostri fucilieri di Marina, prigionieri in India.

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Ora, a conclusione di questa fulgida carriera al servizio dell’élite, può anche diventare Presidente della Repubblica.

@Armando Manocchia



   

 

 

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