TTIP: a rischio salute e sicurezza, Adusbef e Federconsumatori chiedono un referendum

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22 ottobre – Il Ttip, il Trattato transatlantico sugli investimenti definito ‘vitale’ dal premier Matteo Renzi, che Europa e Stati Uniti stanno negoziando da diversi mesi, le cui trattative sono avvolte da riserbo e massima segretezza con la finalità di creare la più grande area di libero scambio del mondo, senza più dazi e confini commerciali tra i due continenti, nasconde – avvertono in una nota congiunta Elio Lannutti (Adusbef) e Rosario Trefiletti (Federconsumatori) – pericoli seri per la salute e la sicurezza garantita da standard legislativi conquistati in Europa anche con le battaglie legali e le pronunce dei tribunali.

La bozza del trattato le cui preoccupanti limitazioni sulle leggi che i governi partecipanti potrebbero adottare per regolamentare diversi settori economici, in particolare banche, assicurazioni, commercio, telecomunicazioni e servizi postali, introdurrebbero norme in grado di che consentire alle multinazionali americane di intentare cause per «perdita di profitto» contro i governi dei paesi europei, qualora questi portassero avanti legislazioni a tutela dell’ambiente (per esempio contro la diffusione degli OGM), o a favore dei diritti sociali.

Sarà ammessa – proseguono Lannutti e Trefiletti – la libera circolazione dei lavoratori in tutte le nazioni firmatarie, ed è stato proposta l’ammissibilità, per i soggetti economici privati, di muovere azioni legali contro i governi le cui legislazioni prevedano la tutela dello stato sociale e dei diritti inviolabili della persona.

Ulteriore pericolo il ribasso dei salari, dal momento che per la libertà di circolazione, le imprese di un paese potranno applicare in un altro paese i salari vigenti nel proprio generando un vantaggio solo per le imprese statunitensi, acclarato che i salari dei lavoratori europei sono più elevati di quelli americani.

Anche i diritti sindacali europei non avranno valore se contrari alle norme sul libero scambio e libera circolazione contenuti nel TTIP, senza possibilità per i lavoratori vessati, di rivolgersi al giudice del lavoro locale. Anche in questo caso, il lavoratore europeo dovrà rivolgersi a una corte arbitrale statunitense.

E qualora un’azienda americana volesse iniziare un’attività considerata pericolosa in Europa (come una centrale nucleare o l’estrazione dello shale gas), nessun tribunale locale potrebbe opporsi, con le stesse multinazionali agroalimentari americane che potrebbero fare incetta di terreni acquistati a poco prezzo dagli agricoltori locali per impiantarvi piantagioni OGM, al posto delle coltivazioni dell’agricoltura tradizionale, smantellando così il principio di precauzione sugli organismi geneticamente modificati previsto dalla legislazione italiana ed europea.

Tra i rischi concreti – sottolinea la nota – l’ingresso di merci e alimenti di cattiva qualità prodotti dalle multinazionali americane, come vegetali e carne OGM, o prodotti imbottiti di ormoni e fitormoni , contro le quali le leggi nazionali e le comunità locali non potranno opporsi in quanto le leggi e i regolamenti devono sottostare al trattato.

Anche le sentenze dei giudici europei non potranno opporsi ai prodotti statunitensi perché il TTIP obbliga i cittadini europei, singoli e in associazione di rivolgersi, non al giudice nazionale, ma a un tribunale di natura privata per tentare un arbitrato lottando a proprie spese contro gli staff legali delle multinazionali, gettando così cittadini dei popoli europei, le piccole imprese locali, gli agricoltori, in balia dello strapotere delle grandi corporation americane.

Assieme alle barriere tariffarie salteranno anche altri ostacoli quali regole , controlli e standard minimi richiesti per la circolazione della merce, norme sulle sostanze chimiche tossiche, leggi sanitarie, prezzi dei farmaci, libertà di Internet e la privacy dei consumatori, l’energia, i brevetti ed i copyright.

Per impedire e prevenire il gravissimo rischio di spalancare le porte a carni trattate con ormoni e antibiotici, latte arricchito e produzioni con organismi geneticamente modificati, le cui controversie sulla corretta applicazione del Trattato sono sottratte alle giurisdizioni nazionali ed attribuita ad un tribunale internazionale privato, le cui decisioni saranno superiori alle sentenze dei tribunali e alle leggi dei parlamenti nazionali, Adusbef e Federconsumatori lanciano un appello per un referendum europeo, affinchè siano i popoli la cui sovranità è già stata ipotecata dai trattati istitutivi di Bce, Mes, Fiscal Compact e Troika, a poter decidere sul loro futuro.

Elio Lannutti (Adusbef) – Rosario Trefiletti (Federconsumatori)



   

 

 

1 Commento per “TTIP: a rischio salute e sicurezza, Adusbef e Federconsumatori chiedono un referendum”

  1. Sacrosanto. Si diano da fare i politici contro gli OGM, le associazioni e i indacati. Vediamo se servono a qualcosa.

Commenti chiusi

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