Scuola, Cgil in Marocco e Tunisia per “l’integrazione dei popoli del Mediterraneo”

cgil4 SET – La Cgil e la Flc nazionali e della Sicilia hanno firmato a Casablanca un protocollo di intesa con i sindacati scuola dell’ Umt del Marocco e dell’ Ugtt della Tunisia finalizzato alla realizzazione di azioni per l’integrazione dei popoli del Mediterraneo, per favorire l’educazione alla pace, alla giustizia sociale e su temi come la democrazia, i diritti, la cittadinanza.

L’accordo impegna i sindacati in questione a portare avanti un progetto educativo nel corso dell’anno scolastico 2014/2015 dal titolo “Per un Mediterraneo casa comune: un mare di identità e intercultura”, che si rivolgerà ad almeno 20 classi di 20 istituzioni scolastiche per ogni paese coinvolto. “Puntiamo a promuovere un modello formativo – spiega Giusto Scozzaro, segretario generale della Flc Cgil Sicilia, tra i firmatari del documento- che recuperi e valorizzi il patrimonio storico e linguistico dei popoli del Mediterraneo. E attraverso questo – aggiunge- contiamo di potere dare un contributo affinché la scuola diventi strumento di cooperazione, dialogo, comprensione, rispetto, tolleranza e fraternità tra i popoli, contribuendo alla diffusione della cultura dei diritti umani”.

Il risultato è giunto dopo una serie di appuntamenti tra i firmatari – lo scorso ottobre a Torino a marzo a Catania – e si inscrive, con le sue peculiarità sul fronte educativo, nell’ambito delle iniziative della “Rete sindacale dei migranti nell’area del Mediterraneo e sub sahariana”, costituita a Casablanca proprio l’8 agosto al termine di tre giorni di lavori e della quale fanno parte paesi una decina europei e africani. Dell’argomento di tornerà a parlare in occasione dell’evento internazionale social forum di Lampedusa “Sabir” in programma dall’1 al 5 ottobre, che “potrà essere l’occasione – afferma Scozzaro – per allargare il quadro delle adesioni al progetto”. ANSA



   

 

 

1 Commento per “Scuola, Cgil in Marocco e Tunisia per “l’integrazione dei popoli del Mediterraneo””

  1. magari ci saranno tanti soldi pubblici che vanno verso l’Africa, ovviamente nostri .

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