Disoccupato affamato ruba 10 euro di cibo, rischia fino a 10 anni

disperazione 122 luglio – Rubare per crisi e beccarsi tre anni di carcere o forse più. Certo se non va giustificato l’atto, di per sé illecito, va contestualizzato e sottolineato che si trattava di un furto di circa 10 euro. Protagonista della vicenda un uomo di 45 anni, che ha rischiato una pena da tre a dieci anni di reclusione per aver rubato una confezione di carne macinata e una di mazzancolle. Un semplice furto che si è infatti trasformato in una rapina impropria perché, scoperto a trafugare gli alimenti da un addetto, l’uomo ha colpito il commesso con una baguette.

I fatti si sono svolti a Torino in un supermercato Lidl. L’uomo, disoccupato da due anni, dopo aver perso il lavoro di meccanico con cui si manteneva, non ha trovato null’altro. E così ha deciso di rubare quegli alimenti per poter mangiare. Proprio questo, unito al fatto che le scatolette avevano un valore di poco inferiore ai dieci euro, gli sono valsi il riconoscimento delle attenuanti generiche, “cosa che succede sempre meno frequentemente”, come ci dice il suo legale, l’avvocato Vincenzo Valerio Donato.

Il quarantacinquenne è stato arrestato appena fuori dal supermercato. Dai controlli effettuati è risultato essere in regola con tutti i permessi da oltre dieci anni. Il suo avvocato ha chiesto un patteggiamento ad undici mesi, risultato dei tre anni (pena minima) con sottratte le attenuanti generiche e la scelta di andare a giudizio abbreviato. “Venerdì avremo una risposta sulla richiesta di patteggiamento – ci dice ancora l’avvocato Donato -. Questa è subordinata ad una serie di cose che dovrà fare il mio assistito, tra cui il pagare gli alimenti trafugati e il versare una somma di denaro (100 euro, ndr) al lavoratore colpito”.

Francesca Ceccarelli – www.ilgiornaleditalia.org



   

 

 

1 Commento per “Disoccupato affamato ruba 10 euro di cibo, rischia fino a 10 anni”

  1. Lo stato italiano si dovrebbe vergognare non solamente lascia i propri figli morire di fame ma esercita la legge in modo disuguale. Se fosse stato un migrante il giudice non solamente non gli avrebbe fatto nulla, gli italiani sarebbero stati accusati di aver abbandonato un essere umano. Invece gli italiani non sono più considerati esseri umani ma idioti da sfruttare e punire.

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