Il rapper Amir istiga alla violenza e pratica la taqiyya?

amir

foto facebook

 

11 luglio – Amir si è difeso sul proprio blog: «Assurdo fare il processo a una canzone accusandomi di fomentare l’odio contro gli italiani. L’Italia è il Paese che amo, è dove sono nato e cresciuto, io e i miei familiari. Mia mamma era italiana e di conseguenza tutta la sua famiglia. Per farvela breve sono nato a Trastevere, cresciuto tra la Garbatella e Tor Pignattara e se dovessi andare in Egitto non saprei come muovermi. Da piccolo sono andato in una scuola di suore a Testaccio, e nonostante mio padre fosse egiziano e di religione islamica, io non sono musulmano»

La polemica di questi giorni in relazione al video ‘sponsorizzato’ dal parlamentare Pd Khalid Chaouki, ha suscitato la richiesta di istituire in Parlamento una Commissione d’inchiesta disciplinare sulla vicenda ed ha dato adito anche a un Esposto presso la Procura della Repubblica di Roma.

Prendiamo pure atto che Amir dice di non essere musulmano, ma sappiamo bene che sarebbe un caso più unico che raro il fatto che il figlio maschio di un musulmano non sia tale. E’ contro l’islam.

Prendiamo altresì atto che Amir dice di non essere musulmano, ma allora perchè, come un buon musulmano, evidenzia le sue origini praticando la taqiyya*?

Noi siamo abituati fare valutazioni oggettive, a non ‘giudicare’ dalle parole, ma dai fatti, dai comportamenti. E Amir, dai fatti, dai comportamenti sembra praticare la taqiyya come un buon musulmano (ammesso che esista un buon musulmano).

Per accertarsene, basta confrontare le sue dichiarazioni con il testo incriminato. Testo che, rispetto a un altro pezzo dal titolo: La tregua è finita”, appare come se facesse complimenti agli italiani.

Ecco il testo de:

La tregua è finita di: Amir Issaa  testo
Ritorno più forte più grosso e più vivo e aspetto nascosto stavolta prendo e li uccido bussano alla porta e un’ altra vita che trema a testa alta pure con le mani dietro la schiena nemico delle guardie dello stato e dei servi dei falsi che non chiamano più quando non servi prova a fermarmi qua è sicuro che perdi controllo le mie emozioni a te saltano i nervi lotto con me stesso evitando una strage sta vita che trasforma un uomo in un kamikaze quando con la forza tu gli imponi la pace pronto a saltare in aria tra la folla e le case frutto della violenza che a voi tanto vi piace è un boato nella notte mentre tutto qui tace sangue che sporca il tuo completo versace le ingoia una sirena che li sveglia a testate

ritorno più forte più grosso e più vivo la luce che mi illumina qui in mezzo a sto schifo faccio saltare in aria basta muovere un dito premo quel bottone boom e il pranzo è servito se se se se mi lasciate solo no no no non vedo alternativa premo il bottone boom e la tregua è finita

non ho una gran cultura non ho potuto studiare mia madre a casa mi leggeva bollette da pagare e via di corsa giù in strada col pallone a tirare calci per sfogare la mia frustrazione e ancora oggi accendo la televisione e un politico dice che vuol salvare la nazione tutte cazzate dal momento che mia madre ha lavorato per trent’ anni ancora fatica a campare io guardo in faccia quest’ italia e gli sputo in faccia la rabbia di un figlio che non ha riconosciuto non lo servo il mio paese vivo da disertore meglio di essere schiavi di un tricolore sissignore puoi anche picchiarmi spararmi accusarmi di essere un terrorista o un trafficante d’ armi e se sei tu a fabbricarle come fai ad arrestarmi mi prendo la giustizia e non potrai più fermarmi

ritorno più forte più grosso e più vivo la luce che mi illumina qui in mezzo a sto schifo faccio saltare in aria basta muovere un dito premo quel bottone boom e il pranzo è servito se se se se mi lasciate solo no no no non vedo alternativa premo il bottone boom e la tregua è finita, ritorno più forte più grosso e più vivo la luce che mi illumina qui in mezzo a sto schifo faccio saltare in aria basta muovere un dito premo quel bottone boom e il pranzo è servito se se se se mi lasciate solo no no no non vedo alternativa premo il bottone boom e la tregua è finita.

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* La taqiyya (in arabo: تقية ) indica, nella tradizione islamica – specialmente quella sciita – la possibilità di nascondere o addirittura rinnegare esteriormente la fede, di dissimulare l’adesione ad un gruppo religioso e di non praticare i riti obbligatori previsti dalla religione islamica (ad es. la Ṣalāt) per sfuggire a una persecuzione o a un pericolo grave e imminente contro se stessi a causa della propria fede islamica.
È traducibile in italiano come paura, stare in guardia, circospezione, timore di Dio, santità, ambiguità o dissimulazione.

Il video del testo “Ius Music”: http://www.youtube.com/watch?v=ZHUw8zd0FrY

Il video testo “La tregua è finita”: http://www.youtube.com/watch?v=hdjWPJPtTtQ

Leggi anche: Inno alla jihad tramite i rapper. Anche in Italia la tregua è finita!

Armando Manocchia



   

 

 

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