Sanzioni alla Russia, Usa autolesionisti: a rischio la vita degli astronauti ISS

issMOSCA, 29 APR – Il vicepremier russo Dmitri Rogozin ha ammonito che “se gli americani vogliono colpire l’industria spaziale russa automaticamente mettono nei guai i propri astronauti sulla stazione spaziale internazionale”, dove ora vi sono due cosmonauti Usa. Lo riferisce Interfax.

Le sanzioni contro la Russia danneggiano chi le impone, non chi le subisce

Sebbene l’impatto mediatico delle sanzioni sia forte, per dirne una (un esempio tra tanti) la ISS, la stazione orbitale, funziona perche’ i russi garantiscono il collegamento. Ha poco senso propagandare sui giornali occidentali che la NASA non coopera piu’ coi russi (anche perche’ la NASA di fatto e’ scomparsa, il programma spaziale americano e’ fermo) : se i russi volessero potrebbero regalarvi lo spettacolo degli astronauti dell’ ISS che muoiono lentamente di fame, chiedendo aiuto disperatamente su tutti i canali radio possibili, per settimane. (ovviamente razionerebbero il cibo, prolungando l’agonia).

E siccome per ricostruire un programma spaziale occorre tempo, molto tempo, quello che intanto avreste su tutti i giornali del mondo sarebbe che gli astronauti muoiono di fame in orbita. Interessante per gli scienziati, forse, molto meno per i mass media. E lo stesso dicasi per i corridoi che permettono alle truppe NATO di rimanere in Afghanistan: basta una parola di Putin, e dovrete elemosinare corridoi aerei per riprendervi i soldati.

E ancora: fare delle sanzioni quando si temono ritorsioni, e quando le ritorsioni sono possibili, ottiene solo che il vostro bersaglio vi costringe a farle piccole, diluite nel tempo, perche’ temete la ritorsione della vittima e dovete attrezzarvi per subirle.



   

 

 

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