Raid punitivo dopo lite su facebook, 17enne pestato da coetanei stranieri

shabooGorgonzola, 19 febbraio 2014 – Scrive su Facebook un complimento ad un’amica, ma gli costa molto caro: pestato a sangue dal fidanzatino di lei e dalla sua banda, appena fuori dalla scuola. L’ennesimo caso di violenza fra giovani ha avuto come teatro un parchetto poco lontano da una scuola professionale, dove uno studente di diciassette anni gorgonzolese è stato accerchiato, immobilizzato e poi colpito con calci, botte, ma anche con tirapugni, bastone e cinture da quattro coetanei, tutti residenti in zona, di origine albanese, romena e moldava.

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Tre di questi frequentavano la sua stessa scuola, l’Accademia Formativa Martesana, istituto professionale molto noto nell’Est Milanese. Il quarto, appena più grande, è un ex alunno dell’istituto, da cui era stato espulso solo qualche mese fa, per problemi di disciplina.

Per il giovane aggredito sette giorni di prognosi per trauma al setto nasale, contusioni ed escoriazioni multiple. I suoi aggressori sono stati immediatamente espulsi dall’istituto scolastico. I carabinieri di Gorgonzola hanno spiccato al loro indirizzo denuncia per rissa aggravata, lesioni e percosse.

Aggressione programmata, e a quanto pare annunciata. Su Facebook la lite era iniziata, su Facebook è proseguita pare per giorni, sino alla vigilia del regolamento di conti: «Te la facciamo pagare, ti ammazziamo di botte». Non tace il padre del giovane ferito, che ora chiede giustizia: «Non si può ridurre un ragazzo così per un complimento. Sono delinquenti. Ma parlo anche a chi fra i loro compagni e amici probabilmente sapeva. E non ha parlato».

A tutti gli alunni dell’istituto, e nonostante il fatto sia avvenuto al di fuori della scuola, il preside, Carlo Zanoni, ha indirizzato un’amara lettera interna: «Fidatevi di noi. Perché nessuno prima del pestaggio di ieri ha voluto avvisare di quello che succedeva? Saremmo solo stati più vigili ed avremmo evitato che un ragazzo finisse al pronto soccorso e che ad altri quattro fosse rovinata la vita. Perché alla fine vogliamo il vostro bene, di tutti, nonostante tutto. Certo quando qualcuno supera il limite e diventa pericoloso e distruttivo per qualcun altro o per tanti altri io devo tutelare i più deboli e corretti».

monica.autunno@ilgiorno.net



   

 

 

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