La UE con le fauci spalancate: deve dar da mangiare alle banche speculative

squalo

25 nov – la Commissione europea punta ad un inasprimento delle regole contro l’evazione fiscale da parte di imprese e società. Bruxelles presentato proposta modifiche alla normativa chiave dell’Ue, che provvederà a “chiudere le scappatoie consentite dalla direttiva sulle società madri e figlie, sfruttate da alcune imprese per sfuggire alla tassazione”, secondo quanto recita un comunicato. Le imprese non potranno più approfittare delle differenze nel modo in cui i pagamenti infragruppo sono tassati all’interno dell’Unione.

Se l’evasione fiscale crollasse si arricchirebbero solo le banche speculative
se domani, in virtù di un inasprimento dei controlli fiscali, l’evasione crollasse sensibilmente, al lume del vostro intelletto l’Italia risulterebbe nel suo complesso più ricca o più povera? Io vi dico che sarebbe più povera, perché la minore ricchezza privata circolante determinerebbe un ulteriore crollo dei consumi, mentre le maggiori risorse reperite provvisoriamente dallo Stato finirebbero con l’essere utilizzate da masnadieri come Letta e Saccomanni per pagare gli interessi alla banche speculative

La direttiva sulle società madri e figlie continuerà così a garantire condizioni uniformi per le imprese oneste nel mercato unico, afferma l’esecutivo comunitario, senza prestare più il fianco a una pianificazione fiscale aggressiva. La direttiva sulle società madri e figlie è stata originalmente concepita per impedire che le imprese appartenenti allo stesso gruppo, con sede in diversi Stati membri, subissero una duplice tassazione in diversi Stati membri (doppia imposizione).
Tuttavia Bruxelles rileva che alcune imprese hanno sfruttato le disposizioni della direttiva e gli squilibri tra i regimi fiscali degli Stati membri per evitare qualsiasi tassazione in qualsiasi Stato. La proposta di oggi punta a chiudere queste falle.

“La proposta odierna garantirà che la nostra legge venga rispettata anche nello spirito oltre che alla lettera”, ha affermato Algirdas Semeta, commissario per la Fiscalità citato nel comunicato. E così “assicurerà maggiori introiti per i bilanci nazionali e una concorrenza più leale per le nostre imprese”



   

 

 

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