Napolitano finge di sgridare le banche e invece ci prende in giro. Ecco perché

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30 ott. – Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, striglia le banche: le imprese devono avere piu’ credito. Il capo dello Stato in occasione della Giornata mondiale del risparmio, si rivolge agli istituti di credito perche’ “i primi e incerti segnali di ripresa devono indurre a rafforzare tutte le azioni di sostegno all’economia, in uno sforzo generale al quale non puo’ mancare l’apporto del sistema bancario e finanziario”.

Per Napolitano il contributo delle banche deve “partire da un’adeguata espansione dei finanziamenti alle imprese, in particolare piccole e medie, in un piu’ solido quadro di stabilita’ del sistema finanziario e di efficace tutela dei risparmiatori”.

La Bce qualche giorna fa ha parlato della situazione economica dell’Eurozona. Secondo l’istituto guidato da Draghi è necessario stare attenti a competitività, credito bancario, crescita e occupazione.

Tra le varie cose dette, spicca una che riguarda il tema del credito: “nelle attuali circostanze la priorità fondamentale è riavviare il credito all’economia reale“. Ma come, non è la stessa Bce che ha prestato (meglio dire regalato) centinaia di miliardi di euro alle banche private senza vincolare questi soldi al sostegno dell’economia reale? Infatti, a chi ha memoria non sfugge la contraddizione della banca centrale. Da una parte ‘regala’ soldi alle banche, che a loro volta li utilizzano per speculare sui mercati finanziari, e dall’altra si lamenta perché all’economia reale, imprese e famiglie per capirci, non arriva niente.

Questo avrebbe dovuto dire Napolitano. Ma ovviamente… non lo ha detto.

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