Atene presenta il conto alla Merkel: 220 miliardi per i danni di guerra

Angela Merkel

10 ott – Tra Grecia e Germania torna la polemica sulla tormentata questione dei danni di guerra perpetrati da nazisti nel corso della Seconda Guerra mondiale. Dopo sei anni di economia in recessione il New York Times ha reso noto l’esistenza di un rapporto di una commissione di esperti del governo di Antonis Samaras di ben 80 pagine che elenca i danni alle infrastrutture, i furti di reperti archeologici e i prestiti forzosi che la Germania nazista avrebbe causato e imposto alla Grecia dal 1941 al 1945.

Il rapporto governativo non fa il totale dei danni e non mette nero su bianco il totale della cifra da chiedere, ma solo per le infrastrutture danneggiate il partigiano Manolis Glezos, l’eroe greco della Resistenza che ammainò la bandiera nazista dal Partenone nel 1941,e ora membro del Parlamento, ha parlato di 220 miliardi di dollari. Un importo pari quasi alla metà del debito del paese .

Tutto questo mentre ad Atene è tornata prepotente la voglia di chiedere i danni di guerra alla Germania di Angela Merkel, che qui non è molto popolare, come rivalsa per le dure politiche di austerità che Berlino avrebbe imposto, insieme alla troika, in cambio degli aiuti, pari a 240 miliardi di euro.

Una richiesta di danni che, però, il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, quando venne in visita ad Atene qualche mese fa, bocciò senza appello ricordando che la questione era ormai da considerarsi chiusa in base a degli accordi precedentemente firmati da entrambi i governi.

In realtà Atene fu costretta a rinunciare alle sue pretese da americani e britannici che nel 1945 non volevano ripetere gli errori del Trattato di Versailles, a seguito della prima guerra mondiale, e come aveva suggerito inutilmente l’economista britannico John Maynard Keynes di non pesare troppo con i pagamenti per danni di guerra sulla ripresa tedesca. Cosa che in effetti avvenne solo nel 1945 dando il via al miracolo economico tedesco del secondo dopoguerra.

Ma Atene dovette rinunciare alle sue pretese di vedersi ripagare i danni di guerra nell’entità voluta. Insomma per tutti questi motivi i danni di guerra provocati dalla Germania nazista è una ferita ancora aperta in Grecia e non solo per le numerose stragi perpetrate dai soldati del Terzo Reich come rappresaglie sulla popolazione civile ma per l’intervento di Washington e Londra che avevano messo a tacere le pretese elleniche. […]

SOLE24ORE

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2 Commenti per “Atene presenta il conto alla Merkel: 220 miliardi per i danni di guerra”

  1. Le puttanate non finiscono mai. Ritornano e continuano e divulgano le loro conseguenza come cancri. Eppoi “quelli” parlano di “global leadership” e fasci di altre stupidaggini. In fondo, alla fine: “Donnari, sterline emarchi… a piu’ dollari, sterline e marchi.

    • Non si tratta di debiti da danni di guerra, ma di veri e propri prestiti, contratti firmati e tuttora validi (e non estinti) con cui la germania si impegnava a restituire il denaro che aveva ottenuto dalla grecia. Sono soldi validi ed esigibili, e per questo la germani poco tempo fa ha fatto sapere, tramite un suo alto funzionario, che se la grecia decidesse di richiedere quei soldi (come ne avrebbe diritto) dovrebbe aspettarsi “qualsiasi tipo di conseguenza”, che in gergo diplomatico è un’espressione molto pesante

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