La legge sull’omofobia avvia l’Italia verso il totalitarismo

Omofobia

31 lug – Qualche amico mi suggerisce per il momento di abbandonare le letture storiche per affrontare temi di attualità. Bene, accontentiamolo, ritorno ad argomentare sulla legge dell’omofobia, che è in discussione alla Camera e che si vuole approvare velocemente, perché secondo gli estensori della legge, c’è una forte emergenza di troppi casi di discriminazione nei confronti del mondo omosessuale, naturalmente non è vero. Quindi non si comprende perché il nostro Governo con tante vere emergenze, prima tra tutte, la crisi economica, il lavoro per i giovani e tanto altro, non trova di meglio che far approvare in tempi rapidi la legge contro le discriminazioni sessuali.

Come è stato bene spiegato nei diversi articoli apparsi soprattutto sul quotidiano online LaNuovabussolaquotidiana.it. Questa legge che sta per essere approvata intende estendere in modo automatico la “legge Mancino” del 1993 alle “discriminazioni motivate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere della vittima”. Lo spiega bene, l’ex sottosegretario agli interni, Alfredo Mantovano: “La “legge Mancino”, a sua volta, punisce con la reclusione fino a un anno e mezzo chi “propaganda idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico” o istiga in tale direzione, e con la reclusione fino a quattro anni chi istiga a commettere o commette violenza o atti di provocazione per motivi razziali, etnici, nazionali, religiosi. La stessa legge vieta ogni associazione che fra i propri scopi abbia quelli appena indicati: per chi ne fa parte la reclusione è fino a quattro anni; per chi le promuove fino a sei anni. Il tutto è accompagnato da una serie di previsioni sul sequestro e sulla confisca dei mezzi adoperati per compiere tali attività. Le proposte di legge all’esame della Camera estendono queste disposizioni, come si è detto, alle “discriminazioni motivate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere della vittima”. (A. Mantovano, Legge omofobia: ecco cosa potrà accadere, 14.7.13, LaNuovabq.it)

Pertanto la legge anche quella appena modificata, è estremamente pericolosa, perché è una forte minaccia della libertà di opinione, anzi chi si azzarda a manifestare a favore della famiglia naturale, quella tra un uomo e una donna, rischia fortemente di essere perseguito penalmente e condannato a mesi o anni di reclusione. Le figure che rischiano più di tutti sono gli insegnanti, i religiosi, parroci in particolare e i giornalisti, chi scrive o fa opinione. Del resto quello che potrà succedere ce lo ha descritto bene il professore Massimo Introvigne, presentando il libro “La répression pour tous?”, “La repressione per tutti?”, dell’imprenditore e attivista politico François Billot de Lochner (Lethielleux, Parigi 2013). Il volume – il cui titolo evoca il «matrimonio per tutti», omosessuali compresi, introdotto in Francia dalla legge Taubira, e la «manifestazione per tutti» che vi si è opposta – parla da solo. La collezione di violenze poliziesche contro chi manifesta per la famiglia criticando il matrimonio e le adozioni omosessuali in Francia è impressionante, ma rischia di fare perdere di vista un passaggio essenziale, che pure il volume spiega. La polizia – opportunamente istruita dal potere esecutivo –  non interviene in nome di presunte leggi che vietino di manifestare contro il governo o il Parlamento. Non ci sono leggi simili in Francia. Interviene, bastona e usa i gas lacrimogeni perché in Francia c’è una legge sull’omofobia. Una legge del 2004 che permette d’intervenire in modo duro contro chi promuove la discriminazione razziale o fondata sul genere, emendata a due riprese nel 2008 e nel 2012. Oggi la legge punisce anche chi – così recita l’articolo 1 – «crea un clima ostile» a un’etnia, una razza o un «orientamento sessuale». Chi ha manifestato contro la legge Taubira è stato accusato di «creare un clima ostile» agli omosessuali,  crimine che è punito con la prigione e permette l’arresto del pericoloso criminale colto in flagrante mentre esprime la sua ostilità”. (M. Introvigne, Dalla Francia sappiamo come andrà a finire, 22.7.13 La Nuova BQ.it)

E’tragicamente  interessante come attraverso il concetto di “creare un clima ostile” verso gli omosessuali, la polizia potrà arrestarvi in ogni momento. Il libro di Billot e Lochner fa alcuni esempi che sembrerebbero presi dal romanzo di George Orwell, basta una banale discussione tra amici e vi sfugge qualche commento contro la legge Taubira, sarete subito dispersi dalla polizia (sembra essere ritornati al tempo della gestapo o del Kgb). Avete la maglietta addosso del Manif por tus, senza fare male a nessuno,i gendarmi per “clima ostile” vi caricano sul cellulare.“Siete un’handicappata e, confidando nella legge che protegge i disabili, aspettate con qualche amico alla stazione di Caen l’arrivo di un ministro con le bandiere della «Manifestazione per tutti»? Confidate male: vi accusano di «clima ostile», la polizia vi butta a terra e continua a picchiarvi dopo che siete caduta – tutto filmato e documentato su YouTube. Siete dei politici francesi – accompagnati da uno italiano, Luca Volonté – e portate anche voi una maglietta della «Manifestazione per tutti»? Arrestati e tenuti in guardina tutta la notte. Reagite in modo non violento, cantando nel cellulare che vi porta in prigione? La polizia getta un candelotto lacrimogeno nel cellulare per impedirvi di cantare e perpetuare il «clima ostile»”.(Ibidem)

Gli esempi potrebbero continuare, si sono viste mamme con bambini e passeggini insultate e apostrofate come “fasciste” e “puttane”. “Il 13 maggio 2013 violenze a Parigi da parte di tifosi di calcio che hanno distrutto automobili e saccheggiato negozi, trasformando – come ha detto un commerciante – «una zona di Parigi in Beirut», sono state affrontate dalla polizia con estrema tolleranza. Qui non si applica la legge sull’omofobia, – scrive Introvigne – e dunque un ultras del calcio che sfascia un’automobile è considerato meno pericoloso di una mamma che si mette una maglietta pro-famiglia. O meglio, qualche tifoso di calcio è arrestato, come scopre un tale che l’8 maggio festeggia la vittoria della sua squadra. Lo arrestano perché ha commesso un errore: forse nella fretta, è sceso in strada a festeggiare con una maglietta della «Manifestazione per tutti»”. Due pesi e due misure. Ma soprattutto si mostra a che cosa servono le leggi sull’omofobia e come saranno applicate. Oggi in Francia, domani in Italia.

 A questo punto ha ragione monsignor Luigi Negri, arcivescovo di Ferrara-Comacchio che vede una deriva totalitaria nell’attuale testo della legge, che è contro la libertà di espressione e contro la libertà religiosa. Magari questo tema lo affronteremo la prossima volta. Per saperne di più, segnalo per domenica prossima, la tavola rotonda, che potrete ascoltare sull’emittente cattolica Radio Maria, a partire dalle ore 21.

S. Teresa di Riva ME, 26 luglio 2013  – Festa di S. Anna e Gioacchino

 DOMENICO BONVEGNA  domenicobonvegna@alice.it



   

 

 

2 Commenti per “La legge sull’omofobia avvia l’Italia verso il totalitarismo”

  1. Esiste sempre che il popolo pecora faccia un ripulisti totale ,non siamo più nel medio evo.Esistono sempre i Barbudos!s

  2. Fortuna D'Antonio

    Viva la democrazia e la libertà di pensiero e di espressione(????)

Commenti chiusi

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