La guerra segreta degli Stati Uniti in Africa e in Medio Oriente

Johnnie Carson

21 ott – Nei mesi precedenti il violento attacco contro l’ambasciata statunitense di Bengasi, in Libia, piccole squadre delle forze operative speciali avevano raggiunto le ambasciate statunitensi in tutto il nord Africa. La missione dei soldati : stabilire una rete in grado di colpire rapidamente un obiettivo terrorista o liberare un ostaggio (Kimberly Dozier, White House widens covert ops presence in North Africa, AP, 2.10.2012).

Gli Stati Uniti hanno un esercito clandestino in tutta l’Africa. Come scriveva Nile Bowie (Global Research, aprile 2012), lo scopo consiste nel “balcanizzare” il continente africano.
A una conferenza del comando Africom, tenutasi a Fort McNair nel febbraio 2008, il vice ammiraglio Robert T. Moeller aveva dichiarato che il principio direttivo dell’Africom è “proteggere la libera circolazione delle risorse naturali dell’Africa verso il mercato mondiale”, prima di descrivere la crescente presenza della Cina nella regione come una sfida per gli interessi americani.

Nel 2007 il consigliere del Dipartimento di Stato americano, Peter Pham, aveva dichiarato che gli obiettivi strategici dell’Africom consistono nel proteggere l’accesso agli idrocarburi e a altre risorse strategiche che in Africa abbondano.
Il compito di Africom consiste nel proteggere la vulnerabilità di queste ricchezze naturali e assicurare che né Cina, India, Giappone o Russia ottengano il monopolio o trattamenti di favore (Nile Bowie, Covert Ops in Nigeria: Fertile ground for US sponsored balkanization, Global Research, 11.4.2012)
La frode della guerra al terrorismo serve a camuffare la destabilizzazione dell’Africa che mira a prendere il controllo delle sue risorse.
Negli anni 1990 i Balcani erano stati destabilizzati per gli stessi motivi.

Un processo simile è in corso in Medio Oriente su una vasta regione geografica. Siria e Irak hanno firmato nel luglio 2011 un accordo per un gasdotto che entro il 2016 dovrebbe congiungere il giacimento iraniano di South Pars alla Siria e dunque al Mediterraneo.
La Siria, dove è stato scoperto un grande giacimento di gas vicino a Homs, potrebbe diventare un hub di corridoi energetici alternativi a quelli che attraversano la Turchia e ad altri e percorsi, controllati dalle compagnie statunitensi ed europee.

L’esercito clandestino degli Stati Uniti farà ricorso a una guerra di droni per mettere le mani sulle risorse africane.
Malgrado che gli Stati Uniti e i loro alleati abbiano appoggiato finanziariamente e materialmente mercenari legati ad al Qaeda per rovesciare il governo libico e che stiano agendo nello stesso modo in Siria, a noi viene detto che “lo sforzo dell’anti-terrorismo indica che l’amministrazione si preoccupa per le crescenti minacce poste da al Qaeda e dalle sue ramificazioni nell’Africa del nord.

L’amministrazione Obama si preoccupa della crescente influenza di al Qaeda e delle sue filiali in Yemen, Somalia, Irak, Africa del nord.
Al Qaeda nel Maghreb Islamico (Aqmi) e il gruppo nigeriano Boko Haram sono probabilmente le due filiali più grandi e pericolose.
Anche se è stato assicurato che non vi sono piani per operazioni militari unilaterali da parte degli Stati Uniti, Johnnie Carson, Segretario di Stato aggiunto agli Affari africani sembra contraddire questa informazione dichiarando che “ogni azione militare in Africa deve essere ben pianificata, ben organizzata, ben ponderata, dotata di risorse sufficienti.”

Julie Lévesque – http://www.mondialisation.ca/la-guerre-secrete-des-etats-unis-en-afrique/5308437

Traduzione ticinolive

 



   

 

 

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