Eurabia, un continente sottomesso al califfato.

GINEVRA, 10 Ott – di: Bat Ye’or – Eurabia è un’ideologia, politico-economica e di sicurezza pubblica, euro-araba.  

Eurabia, nacque, nel 1974 attraverso il DEA, il Dialogo Euro Arabo ed ebbe inizio, dopo il boicottaggio del petrolio – operato dalla Lega araba – e numerosi attentati terroristici palestinesi in Europa.

Eurabia, è una ideologia che si fonda sulla fusione euro-araba ed è basata sulla pianificazione  di un insieme di provvedimenti, che includono  soprattutto i processi di immigrazione islamica in Italia, in Europa e in Occidente che attraverso la fusione delle due sponde del Mediterraneo, ha l’obiettivo di creare un continente eurabico, una razza meticciata, una nuova civiltà.

Eurabia, rappresenta, una politica di difesa e di sicurezza comune nella regione del Mediterraneo, che attraverso consistenti aiuti economici, ed un forte sostegno politico ha lo scopo di prevenire e neutralizzare una guerra fra civiltà, fra i Paesi arabi ed europei.

Eurabia, si fonda soprattutto, sulla strategia internazionale e regionale del sostegno unilaterale ai Palestinesi e alla politica araba anti-israeliana. Questa strategia, è alla base, è il fondamento dell’alleanza euro-araba, dell’unione mediterranea e della sicurezza europea.

Eurabia è  un’ideologia,  la cui ambizione è quella di sostituire il Governo delle Nazioni, con l’ordine di una governance mondiale, amministrata dalle organizzazioni internazionali (ONU) per la trasformazione dell’Europa in Eurabia. Questo concetto si basa su diversi strumenti strategici, politici e culturali, sul multilateralismo e su una politica di concessioni e di appeasement.

Eurabia, si basa su di un Piano di Strategia comune sulla regione mediterranea, adottato nel giugno del 2000 dal Consiglio Europeo, e si fonda sul riavvicinamento dell’Unione Europea ai paesi arabi del Mediterraneo, la cui strategia di sicurezza e di difesa dell’Unione Europea si fonda a sua volta, sul coordinamento della strategia comune con l’OCI (Organizzazione della Conferenza Islamica), e sul consolidamento delle Nazioni Unite (ONU).

Eurabia  è intenta all’edificazione di una società internazionale sotto la governance dell’ONU. Sul piano internazionale, l’Unione Europea fa di tutto per distruggere le identità nazionali europee, che sono state e sono, un vero e proprio ostacolo per l’Unione Europea stessa. Sotto la guida di Prodi e Solana, la politica europea, mirava a indebolire i nazionalismi locali e gli stessi Stati Membri, per favorire il potere internazionale dell’ONU e creare l’unità mediterranea.

Eurabia,  ha l’obiettivo di manipolare le coscienze per inculcare nelle popolazioni a Nord e a Sud del Mediterraneo, la consapevolezza di condividere uno stesso destino, ed ha la pretesa di dar loro una comunità e una convergenza di interessi, di valori e di priorità politiche, per unire le due rive e formare una società multiculturale mediterranea, che creare una civiltà comune, una civiltà meticciata.

Eurabia, prende corpo e si materializza attraverso la programmazione di tutti gli aspetti delle relazioni fra i popoli del bacino del Mediterraneo con lo spirito e la politica di dialogo, con l’obiettivo di penetrare e permeare il tessuto sociale, promettendo una solidarietà forte e concreta non solo dei governi e delle istituzioni, ma anche dei cittadini e dei popoli. Tale ottica, non giustifica certo l’Unione Europea, ma ne motiva le politiche che si oppongono alle nazionalità culturali e identitarie locali in Europa.

Eurabia, con il Consiglio dei Ministri degli esteri dell’Unione Europea, nel dicembre 2003, permise di adottare il progetto per l’istituzione di un Organismo di Controllo Culturale, per mettere in atto i meccanismi di un sistema di condizionamento mentale di tutta la cultura europea sotto il controllo di una “cellula” con potere decisionale.

A questo scopo,  fu creata una “cellula”, un Organismo di Controllo Culturale, la  Fondazione Anna Lindh – la Rete delle reti – la quale, in collaborazione con i Paesi a Sud del Mediterraneo, gestisce i programmi e le attività in tutti i settori, della vita sociale, politica e culturale, dell’educazione, dei mezzi d’informazione, dell’arte ecc., sia a livello nazionale che internazionale.

La fondazione Anna Lindh è un vero e proprio  movimento politico culturale,  il cui scopo è promuovere il multiculturalismo e l’internazionalismo di una popolazione europea destinata a trasformarsi velocemente e a sparire nel giro di qualche decennio, prorpio in virtù della fusione euro-araba e la creazione di Eurabia.

Al Processo di Barcellona nel 2003 – aggiunse la strategia della Politica Europea di Vicinato (PEV) e i suoi piani d’azione bilaterali furono ripartiti in 4 settori: 1) la cooperazione politica e la cooperazione in materia di sicurezza; 2) la cooperazione socio-economica durevole; 3) l’educazione e la cultura. 4)  infine, l’emigrazione.

Eurabia, adottava ll multiculturalismo, come fattore essenziale per attuare i trasferimenti in Europa di popolazioni musulmane di Asia e Africa.

Questi flussi non integrati dovevano favorire il sorgere di una società europea meticciata i cui elementi eterogenei avrebbero scalzato le nazionalità locali e le identità culturali a vantaggio del potere sovranazionale dell’Unione Europea.

Eurabia è un’ideologia, politico-economica e di sicurezza pubblica, euro-araba. Da un lato l’Unione Europea e dall’altro l’OCI l’Organizzazione della Conferenza Islamica che rappresenta 57 paesi musulmani o a maggioranza musulmana.

L’OCI è un corpo cooperativo islamico che conduce una politica di solidarietà islamica in tutti i campi della politica, dell’economia e della religione. Come dice il suo Segretario Generale, Ekmeleddin Ihsanoglu : “la vera solidarietà implica necessariamente il consolidamento delle istituzioni e la profonda convinzione di un destino comune in base a valori comuni definiti nel Corano e nella Sunna, che stabiliscono i parametri della buona governance islamica”.

L’OCI, nel suo programma decennale esposto nel corso del Vertice di La Mecca (2005),  proclamava il consolidamento delle radici della ummāh mondiale nel Corano e nella Sunna. Questa decisione,  è stata sempre confermata in seguito, in ciascuna delle sue conferenze.

La Dichiarazione di Dakar (2008) sottolinea l’importanza dell’unificazione della ummāh islamica nei cuori e nelle menti per giungere all’unificazione politica fondata su una comunanza di valori e interessi. Le decisioni prese alle numerose Conferenze dell’OCI e sempre confermate nel corso di altre riunioni, raccomandano di radicare la ummāh universale nel Corano e nella Sunna, situazione che non potrebbe non influenzare la vita in Europa a causa degli immigrati protetti e inquadrati dall’OCI, la Organizzazione della Conferenza Islamica.

Eurabia, fa sì che nel preambolo della Carta, gli Stati Membri dell’Unione Europea confermano la loro unione e la loro solidarietà ispirate dai valori islamici, al fine di rafforzare nell’arena internazionale i loro interessi comuni e la promozione dei valori islamici.

Gli Stati Membri dell’Unione Europea, si impegnano inoltre a stimolare i nobili valori dell’islam, e a difendere l’universalità della religione islamica, in termini più chiari: la diffusione universale dell’islam (da‘wah).

Eurabia, nel vertice a Doha nel 2000, con l’OCI adottò una brochure intitolata  Stratégie de lAction Islamique Culturelle en Occident,  preparata dall’ISESCO, l’Organizzazione Islamica per l’Educazione, la Scienza e la Cultura, ed è uno degli organi principali dell’OCI. In questa Brochure, vi si  constata che «le colonie musulmane formate da immigrati in Europa fanno parte di tutta la comunità musulmana, la ummāh» e che «il loro insediamento nei paesi di accoglienza non è più provvisorio o passeggero, specie quando si tratta della seconda e terza generazione».

L’OCI considera un proprio dovere proteggere le caratteristiche religiose, culturali e di  costume dei loro ambienti di origine e le particolarità identitarie di questi immigranti in Europa, perché rappresentano un elemento costitutivo importante della ummāh islamica, distribuita e diffusa su un’area geografica estremamente vasta.

L’Organizzazione Islamica per l’Educazione, la Scienza e la Cultura, l’ISESCO ha elaborato una strategia per mantenere la loro identità con un’educazione islamica adeguata, programmi elaborati seguendo alla lettera lo spirito dell’islam, per proteggere l’identità del musulmano contro le malefatte delle correnti ideologiche, culturali e politiche incompatibili con l’identità propria della sua civiltà. Scuole, università, centri musulmani devono riferirsi ai valori islamici.

Nel febbraio 2000 la Lega del mondo islamico, tenne a Roma un Simposio internazionale sui diritti dell’uomo nell’islam. In questo Simposio, si proclamava che l’islam è una fede e una legge (la shari’a).

L’islam è un sistema integrato e globale e l’articolo 14 sancisce che «è dovere di tutti i musulmani, stati e popoli, applicare la shari’a in tutti i settori della loro vita». Se, si esaminano le numerose richieste dell’OCI e le relative concessioni dell’Unione Europea, ci rendiamo conto che viviamo già sotto il governo dell’Oci e della sharia

Ekmeleddin Ihsanoglu, il Segreterio Generale dell’Organizzazione dell della Conferenza Islamica, aveva chiesto a Javier Solana di introdurre un codice per i mezzi di informazione che tenesse conto delle sensibilità specifiche dei musulmani.

L’Unione Europea e gli Stati Uniti d’America, nel marzo del 2007, definirono un elenco di termini proibiti ai loro diplomatici  perché riguarderebbero le suscettibilità musulmane. Nell’elenco dei termini proibiti, apparivano termini come: jihād, fondamentalisti, terrorismo islamico.

L’OCI esige che l’Europa riconosca l’immenso’ contributo della cultura e della civiltà islamica e lo riporti nei sillabai e testi scolastici e universitari.

L’OCI, Chiede e ottiene anche, di far conoscere il contributo positivo della civiltà islamica di Spagna all’Occidente e all’umanità, sia in termini di tolleranza, che di coesistenza pacifica delle tre religioni abramiche  nonché di sviluppo della scienza e della tecnologia attraverso l’opera di scienziati ed eruditi musulmani.

L’OCI, Chiede e ottiene anche, la produzione di libri sulla civiltà islamica in Spagna, nei Balcani e nell’Asia centrale e meridionale e in altre regioni del mondo, ponendo l’accento sull’armonia fra la religione, la tolleranza, lo sviluppo economico islamico e il contributo dei musulmani allo sviluppo delle scienze moderne e della tecnologia.

L’OCI, esige dai dirigenti occidentali, nonché dai cittadini eurabici di riconoscere che l’islam ha svolto un ruolo positivo nello sviluppo della civiltà occidentale moderna. E che hanno l’obbligo morale di promuovere in cambio lo sviluppo socioeconomico dei paesi del Sud e lo sradicamento della loro povertà. E questo perché le potenze occidentali ‘hanno contribuito all’ingiustizia, all’oppressione o all’aggressione nel mondo’.

Occorre troppo tempo per spiegare e mostrare come la nostra cultura  palestinizzata, antisemitica, antisionista, anti-cristiana e antieuropea, risulti dall’obbedienza dei nostri dirigenti politici agli ordini dell’OCI.

Abbiamo già la sharia, le leggi coraniche sulla bestemmia e l’apostasia, la carne halal, il velo per le donne e per altre addirittura il burqa.

Abbiamo già la poligamia, la mutilazione genitale femminile, i matrimoni combinati e quelli forzati.

Non ci facciamo certo mancare l’odio per gli ebrei e Israele e non ultimo, il terrorismo e l’insicurezza.

Eurabia ha accettato le richieste della Lega Araba riguardanti la politica di immigrazione araba e musulmana, le modifiche all’insegnamento scolastico e universitario, il principio di una discriminazione cosiddetta positiva, la cultura antisionista, la promozione del multiculturalismo e infine l’islamizzazione delle radici e della storia europee.

Per concludere…Il coordinamento delle politiche europee, svolto in sinergia con quelle dell’OCI, è assicurato da reti che trasformano l’Europa in Eurabia e diffondono a tutti i livelli della società gli ordini dell’OCI.

Queste reti, sono strumenti, si chiamano dialogo, associazione interculturale o interreligiosa, alleanza delle civiltà, fondazione per il riavvicinamento fra musulmani e cristiani, fra il Nord e il Sud.

Tutte queste reti, lavorano per distruggere la nostra civiltà giudeo-cristiana,  e sono finanziate con i nostri soldi.

Allora, se vogliamo che le cose cambino, dobbiamo sapere dove vanno i nostri soldi. E dobbiamo anche mandar via quelli che amano vivere sotto la pantofola del Califfato. Credo che l’Europa debba avere altre ambizioni. 

 



   

 

 

2 Commenti per “Eurabia, un continente sottomesso al califfato.”

  1. TUTTO VERISSIMO, PUNTUALMENTE APPLICATO E/O IN VIA DI APPLICAZIONE!!!

  2. Paesi cristiani con shariah islamica, dove i muslims sono non più del 5% della popolazione, ma noi maggioranza non islamica (Inclusi cristiani, buddhisti, atei, ebrei, induisti ecc) è perseguitata. Non chiamiamola Eurabia ma Dhimmilandia, è più appropriato.

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