Prof. Gessa: l’omosessualita’ non e’ una malattia, l’omofobia sì e va curata

19 MAG – ”Per l’omosessualita’ non c’e’ cura, perche’ non e’ una malattia. La cura invece c’e’ per chi ha avversione verso i gay, li rifiuta e si scatena con aggressioni verbali e fisiche contro di loro”.

Lo afferma il neuroscienziato di fama internazionale, Gianluigi Gessa, che questa sera a Cagliari parlera’ in un incontro pubblico (a cui prendera’ parte anche il sindaco di Cagliari, Massimo Zedda) in occasione della Giornata internazionale contro l’omofobia.

”Studi scientifici hanno dimostrato che piu’ forte e’ l’avversione verso gli omosessuali – spiega all’ANSA il prof. Gessa – piu’ e’ latente e inconscia l’attrazione verso di loro.

Se si vive ad esempio in un ambiente particolarmente ostile e conservatore e’ difficile, a volte impossibile, potersi esprimere. Da qui nascono nevrosi patologiche, stati di infelicita’. La psicoterapia puo’ svelarla e aiutare queste persone a vivere meglio e non esprimersi in modo dannoso proprio contro l’oggetto del loro desiderio”.

Il neuroscienziato sardo ha stilato l’elenco delle piu’ comuni convinzioni errate, frutto di una cultura discriminatoria dura a morire: l’omosessualita’ e’ una volgare perversione, e’ contro natura, una malattia mentale che puo’ essere curata, un peccato mortale, una scelta da scoraggiare. ”Sono le cinque principali bestialita’ che albergano nella testa dell’omofobo”, commenta.

”Non c’e’ niente che debba esser curato, se non l’ambiente ostile che si crea attorno a chi ha un diverso orientamento sessuale e non puo’ decidere in santa pace di seguire i propri naturali impulsi. E’ questo che crea infelicita’ – precisa lo scienziato – l’iscrizione al genere maschile avviene attraverso un ormone derivato dal testosterone che si produce nel feto.

Dunque non c’e’ preghiera, farmaco, psicoterapia che possa modificare l’orientamento sessuale. Il nostro cervello, se non fosse per via degli ormoni, sarebbe femmina. La Bibbia dice che dio creo’ l’uomo e poi da una sua costola fece la donna. Le neuroscienze suggeriscono che prima creo’ la donna e poi con un’iniezione di testosterone creo’ l’uomo”. (ANSA).



   

 

 

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