La beffa dei Dl Sostegni: lo ‘Stato’ salva se stesso

beffa dei Dl Sostegni

Se con i due decreti Sostegni approvati nei mesi scorsi il Governo Draghi sarà chiamato a erogare a imprese e partite Iva 21,4 miliardi circa di contributi a fondo perduto, per contro le attività economiche verseranno all’erario quasi 19 miliardi entro la fine di questo mese per onorare le scadenze previste dal calendario fiscale. A segnalarlo è l’Ufficio studi della Cgia.

La beffa dei Dl Sostegni

“Insomma, comparando questi grandi numeri, possiamo affermare, con grande amarezza, che se molti titolari d’azienda riceveranno pochi aiuti e in grave ritardo, dovranno restituirli subito al mittente, cioè allo Stato, per pagare acconti e saldi di Ires, Imu, Irpef/addizionali Irpef, Irap e diritto camerale. E’ evidente – osserva la Cgia- che stiamo mettendo a confronto solo i saldi. Tuttavia, se con una mano ti danno i ristori e con l’altra se li prendono quasi tutti indietro attraverso le tasse, per lo Stato non cambia nulla, ma per tantissime piccole attività, spossate dalla crisi, le difficoltà sono destinate ad aumentare, alimentando il sospetto tra gli imprenditori di essere vittime di una grande beffa”.

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Scadenze fiscali

Tra le imprese e le partite Iva che saranno chiamate a onorare le scadenze fiscali – ricorda la Cgia – ci sono quelle che hanno ricevuto o riceveranno i ristori perché beneficiari delle misure messe a punto dal Governo, ma anche quelle che grossi problemi dal Covid non ne hanno subiti e quindi non hanno ricevuto né riceveranno alcun contributo a fondo perduto.

Da un punto di vista metodologico, segnala l’Ufficio studi della Cgia, la stima del gettito fiscale (pari a 18,9 miliardi) è stata calcolata ipotizzando che il numero delle imprese paganti in questo mese di giugno sia in linea con quello registrato negli anni precedenti. Altresì, alla luce dei dati presentati nei mesi scorsi dal Mef relativi alla fatturazione elettronica 2020, si è stimata una riduzione dell’11,5% dei ricavi delle società e del 4,6% delle persone fisiche.

Nel calcolo del gettito riconducibile alla prima rata dell’Imu 2021, la stima è stata diminuita di 445 milioni che corrispondono alle esenzioni introdotte dal Governo a beneficio di alcune attività colpite dalle misure di confinamento introdotte nei mesi scorsi. www.rainews.it

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