Per difendere la legalizzazione della cannabis, invoca la pulizia etnica (culturale)

Antonello Piroso cannabis libera

di Francesca Galici – Capita spesso che sui social ci si lasci prendere troppo la mano dall’euforia, poi nei giorni di festa è facile perdere il senso della misura. Probabilmente è successo questo ad Antonello Piroso con il suo ultimo tweet contro Maurizio Gasparri, che ha valicato i limiti del buon gusto. E non solo di quello. Nel pomeriggio di ieri, domenica di Pasqua, il giornalista era piuttosto attivo su Twitter e ha prodotto questo post: “Maurizio Gasparri è un politico (mio e vostro stipendiato, peraltro) così Seducente Coinvolgente Convincente Che ogni volta che lo ascolto mi vedo costretto a rivalutare il concetto di pulizia etnica (intellettuale)“. Un attacco frutto delle dichiarazioni del senatore sulla legalizzazione della cannabis

Un paragone che ha fatto rabbrividire molti, tanto che scorrendo tra i commenti che gli utenti gli hanno lasciato sotto il tweet si trovano diverse critiche. “A questo punto potresti anche fare qualche altro paragone con il ghetto di Varsavia, la notte dei cristalli, le camere a gas (tutte intellettuali) o magari le foibe, per essere bipartisan. Tanto vale tutto ormai se ti è permesso di scrivere questo“, si legge in risposta al tweet di Antonello Piroso.

Impossibile che questo tweet, per la portata delle parole, passasse inosservato. Maurizio Gasparri non ha perso tempo a replicare ad Antonello Piroso. “Devo essere grato perché la ‘pulizia etnica‘, cioè la soppressione fisica, invocata per me sui social da Piroso, e seguita da insulti da lui causati, viene derubricata a ‘intellettuale’, ovvero la soppressione totale del mio diritto di espressione? Riservandomi ogni altra iniziativa chiedo pubblicamente al presidente dell’Ordine dei giornalisti Verna, nella mia qualità di appartenente allo stesso, come devo immaginare sia anche chi invoca per me ‘pulizia etnicà sui social, se è compatibile con l’apparenza al giornalismo un linguaggio simile e se il sacrosanto diritto di critica deve essere espresso in queste forme, degne di ben altre orrende condotte e situazioni“, ha detto il senatore.

Chiamato in causa da Maurizio Gasparri, Carlo Verna è intervenuto prontamente: “Non avendo poteri sanzionatori, che sono in capo ai consigli di disciplina, che il collega giornalista senatore Maurizio Gasparri potrà adire come qualunque cittadino, posso solo esprimergli piena e convinta solidarietà come dovrebbe fare chiunque abbia buon senso e tenga a cuore l’articolo 21 della Costituzione“. Il presidente dell’Ordine nazionale dei giornalisti, inoltre, ha aggiunto: “Lo farei verso chiunque anche non giornalista o non politico alla ribalta da anni. Oso persino sperare che a scrivere su Twitter di rivalutazione del concetto di ‘pulizia etnica (intellettuale)’ sia un omonimo dell’iscritto all’Ordine del Lazio Antonello Piroso“.

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