Serbia contro Biden: “parole provocatorie e sconvenienti”

BELGRADO – Un messaggio per la Festa nazionale serba nel quale il nuovo presidente americano Joe Biden auspica una soluzione della questione del Kosovo con il mutuo riconoscimento fra Belgrado e Pristina sta creando una crescente insofferenza e aperte critiche nella dirigenza serba.
Già ieri il presidente Aleksandar Vucic, destinatario nel fine settimana del messaggio di auguri di Biden per la Festa nazionale del 15 febbraio, aveva ribadito che la Serbia, pur sempre pronta a proseguire nel dialogo con Pristina sotto l’egida della Ue, esclude fermamente ogni ipotesi di riconoscimento reciproco.
Gli hanno fatto eco stamane il ministro degli esteri Nikola Selakovic e il capo della commissione parlamentare per il Kosovo Milovan Drecun.

In sostanza negli ambienti governativi a Belgrado si afferma che non è una sorpresa la posizione del nuovo presidente democratico Usa a proposito del Kosovo, ma è inusuale che una tale posizione venga inserita in un messaggio ufficiale di auguri. Del resto, ha osservato Selakovic, la Serbia è un Paese sovrano internazionalmente riconosciuto, e che non ha alcun bisogno del riconoscimento del ‘cosiddetto Kosovo’.

Duro il giudizio di Drecun, che ha definito le parole di Biden sul ‘reciproco riconoscimento’ provocatorie e sconvenienti.
“Probabilmente ciò è per noi anche offensivo dal momento che se si fanno gli auguri per la Festa nazionale non è il caso di chiedere a un Paese di rinunciare a una parte del suo territorio, questo è in contrasto con gli auguri che si fanno”.

Di tenore opposto ovviamente le reazioni in Kosovo, dove tutti i principali dirigenti si sono affrettati a congratularsi con Biden e a ringraziarlo per la sua chiara posizione, a loro avviso, a favore del riconoscimento del Kosovo da parte della Serbia. Prese di posizione in questo senso sono giunte nelle ultime ore dal premier Avdullah Hoti, dalla presidente del parlamento e capo dello stato ad interim Vjosa Osmani, dal leader dell’opposizione ed ed ex premier Albin Kurti.
Quest’ultimo ha detto fra l’altro che è ormai tempo che Belgrado cambi la sua costituzione a suo avviso obsoleta, nella quale si afferma che il Kosovo è una provincia serba, parte integrante del territorio della Serbia.  ANSAMED

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