Avvocato Corte UE a Ungheria: più protezione per i migranti

BRUXELLES – Ai migranti trattenuti alla frontiera serbo-ungherese va garantita, in base al diritto dell’Unione, una protezione maggiore di quella di cui alla Convenzione dei diritti dell’uomo. Lo sostiene l’avvocato generale della Corte di giustizia Ue, Pikamae, convinto che l’alloggio dei richiedenti asilo nella zona di transito di Roszke, alla frontiera serbo-ungherese, debba considerarsi “trattenimento”.

L’avvocato generale invita la Corte a sancire, sulla base del diritto dell’Unione, ai richiedenti asilo che alloggiano in questa zona di transito, il diritto a un livello di protezione più elevato di quello garantito dalla Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali. Le conclusioni dell’avvocato non vincolano la sentenza della Corte, ma spesso ne anticipano i contenuti.

Il parere di Pikamae si basa sul caso di quattro migranti, due iraniani e due afghani che alla fine del 2018 e all’inizio del 2019 sono arrivati in Ungheria dopo aver attraversato la Serbia. I quattro hanno presentato domanda di asilo alle autorità ungheresi che però le ha respinte in quanto irricevibili sulla base di una disposizione del diritto locale, secondo il quale le domande di protezione internazionale presentate da persone che sono arrivate in Ungheria dopo aver attraversato un “paese di transito sicuro” devono essere respinte in quanto tali.  ANSA EUROPA

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