Il re del vaffa difende le sardine “reclamano solo l’igiene della parola”

Colonnello Salvino Paternò

Grillo come comico non si batte! La sua battuta migliore, però, è quella pronunciata in difesa e in appoggio delle sardine:
” Lasciamole in pace”, intima il joker a 5stelle, “Non reclamano altro che l’igiene della parola”.
Avete sentito bene? Colui il quale lanciava in piazza i “vaffanculo” come se piovesse, oggi richiede ed esalta “l’igiene della parola”!
Ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere, poiché è palese il mesto tentativo di portare il suo movimento, nato nelle piazze con l’intento coraggioso di attaccare un sistema iniquo e ingiusto, a confluire, come arido affluente, in un movimento ittico che, invece, con stupida inconsapevolezza, lo sostiene e lo difende, facendo così evaporare i pentastellati in un vacuo e misero bellaciao… Che tristezza.

Ma ben più triste è la dichiarazione di Di Maio che preannuncia il voto favorevole alla messa in stato di accusa di Salvini, abbandonandosi, in tal modo, lascivo e arrendevole, all’abbraccio prepotente di una becera, potente, tracotante e sempre più spudorata magistratura politicizzata. E non gli importa nulla che il processo sia la fotocopia esatta dello stesso contro il quale i cinquestelle pochi mesi fa avevano votato. Figurarsi cosa gli interessi, poi, che la richiesta di processare il leader della Lega provenga da un comitato di giudici orgogliosamente appartenenti all’estrema sinistra e, guarda caso, membri della stessa corrente del procuratore di Agrigento da cui è partita l’indagine.

E chi se ne frega, inoltre, se in passato Di Maio aveva appoggiato convintamente le politiche di difesa dei confini, definendo le ONG “tassisti del mare”.
Ora le cose sono cambiate, l’Europa ci supporta… non ve ne siete accorti? Oh! c’è stato l’accordo di Malta! …Ah no, quello era una bozza di accordo, un augurio di intesa, una buona intenzione natalizia, un “sarò più buono”. Per cui, se nulla è cambiato, trattandosi di una bozza… ci tocca abbozzare.

D’altronde tutto è cambiato in quel movimento che prometteva di scagliarsi contro i “poteri forti” e oggi vaga come uno zombie, senza più identità, né obiettivi, inglobato in un amorfo governo, tristemente imbozzolato nella trincea europeista scavata in difesa dei mercati. Un governo che protegge le banche, anche se i banchieri continuano indisturbati a rifiutare prestiti ai piccolo imprenditori schiacciati dalle tasse, ma li regalano agli amici degli amici, sotto lo sguardo indolente ed indifferente di Banca Italia.

E’ una devastante metamorfosi kafkiana quella che oggi incombe, una metamorfosi che ha trasformato giovani rivoluzionari in goffi bacarozzi.
Che pena per chi in quel sogno aveva sperato…
E’ risaputo che i sogni muoiono all’alba, ma è veramente tragico quando il sogno si trasforma in un incubo…

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