Ambasciata italiana a Washington celebra la “democratica” Nancy Pelosi


(dagospia) Nel grande salone dell’ ambasciata italiana a Washington, lo scorso mercoledì sera, gli alti papaveri del Partito democratico statunitense brindavano a Nancy Pelosi, eletta «speaker» del Congresso, la più alta carica della Camera. Ed è lì che Pelosi preparava l’ annuncio dell’ inizio di una «nuova era» d’ opposizione al governo di Donald Trump. L’ insistente tintinnio dei calici, però, è arrivato fino alle orecchie del vice presidente del Consiglio Matteo Salvini, che ha reagito – raccontano – andando su tutte le furie.

«Ma come è possibile? Io lavoro da anni alla costruzione dell’ asse sovranista con Trump, e a Washington, per di più nella nostra ambasciata, organizzano un ricevimento per festeggiare chi vuole l’ impeachment del presidente degli Stati Uniti?». Questo, seppur edulcorato, il pensiero del leader della Lega riportato dagli uomini a lui più vicini. A catalizzare gli impulsi irosi provenienti da Roma sarebbe stato il nome dell’ ambasciatore italiano a Washington, Armando Varricchio. «Colpevole», agli occhi di Salvini, di aver partecipato all’ evento, seppur in veste di padrone di casa e non di organizzatore.

D’ altronde, tra i tavoli imbanditi a festa, mercoledì sera si aggiravano Bill e Hillary Clinton, l’ ex segretario di Stato John Kerry, braccio destro di Barack Obama, e altri deputati di peso del partito Democratico. Nessuno, quindi, che potrebbe mai finire sulla lista degli invitati a una festa della Lega. Invece, lamentano dal Carroccio, di esponenti del partito Repubblicano di Trump «non ce n’ era nemmeno uno».

Il ricevimento per Pelosi negli spazi dell’ ambasciata, che per la loro bellezza vengono spesso affittati per organizzare eventi privati, è stata letta come uno schiaffo agli impegni sovranisti del governo gialloverde. E non ha avuto grande capacità di ammansire Salvini, la spiegazione secondo cui le celebrazioni hanno avuto luogo in ambasciata solo in virtù delle origini italiane di Pelosi. «Quello che conta è il messaggio politico che abbiamo mandato. Per di più – sottolineano i leghisti – in un momento in cui l’ Italia sta cercando di diventare la principale sponda degli Stati Uniti in Europa».


USA – La finta democratica Nancy Pelosi: “La sfida aperta contro Trump è solo l’ultimo capitolo della lunga storia politica di uno degli esponenti più popolari dei Democratici.”
Niente. NON HANNO IDEE costruttive, non sono capaci di realizzare nulla. L’unica ossessione di questi finti democratici è l’odio. Cosa c’è da celebrare?

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