Polemica sul Merry XMas. Pure il Natale è “fascista”!

Immaginate la scena: Davide Calabria, vicesindaco di Sesta Godano, nello Spezzino, entra col passo veloce dello zelante antifascista in un outlet della zona.

Probabilmente stordito da mesi di interminabili discussioni sull’imminente ritorno di fasci, squadracce, salti nei cerchi infuocati e marcette militari, alza la testa verso una luminaria: Xmas. È dicembre, nel centro commerciale ci sono Babbi Natale appesi in ogniddove: cosa vorrà dire Xmas? Ovviamente Christmas, cioè Natale in inglese. Eh no, Calabria è furbo e non si fa mica fregare dalla propaganda del regime: Xmas vuol dire Decima Mas. È ovvio. La temibile flottiglia di Junio Valerio Borghese.

D’altronde a Natale chi non festeggia con saluti romani ed eia, eia alalà? Chi non scrive la letterina al Duce chiedendo libri e moschetti? Calabria avverte l’urgenza di difendere la democrazia e, in una frazione di secondo, si trasforma in partigiano, si infila nella trincea di Facebook e inizia a mitragliare con la tastiera, impavido: «Io leggo Xmas. Costava tanto fare una luminaria meno fraintendibile?».

Coperto dal ridicolo, poco dopo, cancella il post. Ma scommettiamo che a breve proporrà di festeggiare il 25 dicembre come festa della liberazione dal camerata Babbo Natale, cacciato a colpi di torrone.

Francesco Maria Del Vigo – www.ilgiornale.it

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