L’ONU invia in Italia 162 rifugiati provenienti dalla Libia

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L’UNHCR, l’Agenzia ONU per i Rifugiati, ha annunciato oggi l’evacuazione dalla Libia all’Italia di 162 rifugiati altamente vulnerabili, tra cui minori non accompagnati e donne tenute prigioniere per lunghi periodi di tempo. “Per la prima volta, abbiamo potuto evacuare rifugiati estremamente vulnerabili dalla Libia direttamente in Italia. Un evento eccezionale e uno sviluppo accolto con grande favore che non sarebbe stato possibile senza il grande impegno delle autorità italiane e il supporto del governo libico. Speriamo davvero che altri paesi possano seguire lo stesso percorso”, ha dichiarato Vincent Cochetel, Inviato Speciale dell’UNHCR per il Mediterraneo centrale.

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Dopo il rilascio dai centri di detenzione, sono stati accompagnati a Tripoli dallo staff dell’UNHCR che si trova in Libia e poi in Italia, dove sono atterrati in una base militare vicino Roma e sono poi stati trasferiti dalle autorità italiane. Subito dopo l’arrivo, tutti i rifugiati sono stati sottoposti a controlli medici e, prima di iniziare le procedure di identificazione, sono stati dati loro vestiti invernali e un pasto caldo. Personale dell’UNHCR, inclusi mediatori culturali e esperti legali, era presente all’arrivo per fornire alle persone evacuate informazioni sulla procedura di richiesta di asilo. Successivamente i rifugiati sono stati trasferiti in alcune strutture di accoglienza. Assistenza umanitaria e accoglienza sono forniti dalla Conferenza Episcopale Italiana, attraverso la Caritas.

Al contempo, verrà organizzata nei prossimi giorni una terza evacuazione dalla Libia al Niger, e altri 131 rifugiati potranno essere tratti in salvo. “Con quest’ultima evacuazione in Niger, il numero totale dei rifugiati evacuati dalla Libia, in sei settimane, raggiungerà quota 392” riferisce Cochetel. “Tutto questo è stato reso possibile solo grazie all’impegno dell’UNHCR e delle organizzazioni partner. Contiamo davvero sulla solidarietà internazionale affinché ci aiuti a raggiungere l’obiettivo di portare fuori dalla Libia e proteggere 1.300 rifugiati estremamente vulnerabili il prima possibile.”

Cochetel ha concluso dicendo che gli sforzi compiuti devono essere inseriti in un quadro di interventi più ampio volto a costruire un sistema d’asilo, gestire meglio le migrazioni e affrontare il complesso flusso di migranti e rifugiati in Libia e lungo le rotte verso il paese. (askanews)

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