Diamo 25 milioni di euro al Ghana e solo 20 ai nostri disabili

Gentiloni dona più quattrini alle piccole imprese del Paese africano che ai malati gravi italiani Studio dell’università di Cambridge: troppi immigrati creano disoccupazione in Europa.

Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni atterra in Costa d’Avorio per il vertice Unione europea-Unione africana [LaPresse]

di Renato Farina per Libero

Siamo cattivi, e lo facciamo apposta. Serve a svelare l’assurdo, ma soprattutto l’ipocrisia. Mettiamo insieme due fatti. Due decisioni politiche, con relativo versamento di denaro. Uno per i nostri malati costretti a letto per la vita, ottenuto dopo sforzi giganteschi: totale venti milioni; l’altro a un Paese africano, il Ghana, (…)

(…) che sicuramente è degno di molta devota assistenza. Ma che ne meriti più dei nostri invalidi gravi, è un paradosso della finta bontà. 25 milioni di euro, graziosamente elargiti da Gentiloni durante la sua visita come gadget per la gentile accoglienza ad Accra. Li mettiamo in fila, per gustarli meglio, e disgustarci di più.

1) Con le unghie e con i denti una pattuglia di senatori coraggiosi, guidata da Laura Bignami, espulsa dai Cinque Stelle forse perché troppo brava, è riuscita a strappare un risultato eccezionale. Il governo ha accettato di inserire nel bilancio del 2018 venti milioni per sostenere quelle famiglie che hanno in casa un malato lungodegente. Si chiamano tecnicamente «caregiver», e sono quelle persone che, senza essere professionisti dell’assistenza, dedicano al loro caro l’intera esistenza, prestando cure che nessun ospedale o casa specializzata è in grado di dare. E tutti capiamo quale sia questa cura, di notte, di giorno, sempre; quanti sacrifici compiano senza farli pesare; e quanti soldi consentano di risparmiare alle casse della nostra sanità dove – come dimostra Vittorio Feltri nel suo libro Chiamiamoli ladri (Mondadori) – si annidano molti batteri, ma soprattutto il virus della corruzione.

Laura Bignami ha pronunciato ieri mattina – l’ho ascoltato su Radio radicale – un discorso commosso, accento lombardo (è di Busto Arsizio), vi si rispecchiava l’orgoglio della politica. Venti milioni per tre anni! Una battaglia di civiltà che dà dignità a questa istituzione che per mille motivi meriterebbe di essere cancellata, ma che grazie a iniziative così trova ragioni di esistenza. È stato un lungo tira e molla. Le risorse sono, com’è noto, scarsissime. Accogliamo clandestini, ma chi tiene in casa un malato non vede accolte quasi mai le sue richieste. La cronaca registra casi plurimi di lazzaroni che fingono di avere disabili in casa per rifiutare trasferimenti dal Sud. Ma non si può, a causa di mascalzoni sfaccendati, punire chi soffre davvero e costringe soprattutto le madri di famiglia a licenziarsi.

La cosa è apparsa così eccezionale, in un Parlamento specialista in marchette di comodo, per le fiere più strampalate e per gli affari meno nobili, che merita davvero una lacrima convinta di soddisfazione.

2) Paolo Gentiloni è in visita in Africa Occidentale. Accolto magnificamente dal presidente Nana Akufo Add, eletto democraticamente, una brava persona, ha fama, rara in quel continente, e non solo, di essere onesto. Ma non ha invalidi gravi in casa da curare, o almeno glielo auguriamo. Eppure a lui, e alle piccole imprese del suo Paese, ecco che il nostro premier arriva con un bell’assegno in mano: 25 milioni di euro. Sembra quasi il Buana Paolo che tributa un premio al più bravo nero della piantagione di cotone. Paternalismo puro.

Dice Gentiloni che

«per la sua stabilità, per il suo regime democratico, è un esempio in tutta l’Africa Occidentale. La stabilità e la democrazia che il Ghana ha conquistato dopo anni di turbolenza è un punto di riferimento per tutto il continente e per l’Europa… siamo molto interessati allo sviluppo di un tessuto di piccole imprese in diversi settori dell’economia del Paese. Su questo mi fa piacere annunciare che l’Italia ha deciso di concedere una linea di credito per 25 milioni dedicata allo sviluppo di macchinari in questi settori».

C’era una volta il premio al bambino più buono d’Italia. Ora lo si dà al Paese africano che ha superato le turbolenze tipiche dell’adolescenza e si è raddrizzato.

Non siamo ingenui. E comprendiamo che bisogna pur sostenere l’economia africana se si vuole che parta meno gente. Non è certo con una mancia spot che si risolve la questione africana. Di solito tra l’altro i denari dati all’Africa tornano in Europa, precisamente in Svizzera: meglio che restino in Italia per le famiglie che hanno malati in casa, o no?

Ci tocca infine aprire il capitolo decisivo: scegliete voi se intitolarlo «realismo africano» o «faccia di tolla». Osserviamo una piccola cotè della visita. Gentiloni era accompagnato in Ghana dall’amministratore delegato dell’Eni, Claudio Descalzi e dal vicepresidente Lapo Pistelli (già deputato del Pd e sottosegretario agli Esteri di Enrico Letta). L’Eni, dopo la scoperta di un giacimento di petrolio e gas, sta portando avanti il progetto Offshore Cape Three Points per un investimento record di circa 7 miliardi di dollari. Gentiloni è stato condotto in elicottero sulla galattica piattaforma petrolifera “John Agyekum Kufuor”, nell’Atlantico, messa in produzione in appena 29 mesi. Sette miliardi di petrolio garantito all’Eni da questo governo così equilibrato e democratico valgono bene una mancetta da 25 milioni per il buon presidente democratico e le sue care pmi. L’Eni a Gentiloni sta più a cuore dei nostri malati e delle loro famiglie. Per lo meno, aggiungete ai 20 milioni qualche bonus benzina.

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