Emergenza profughi e pirateria: 3,5 miliardi per rinnovare la Marina

 

Fincantieri e Finmeccanica costruiranno ed equipaggeranno le unità previste dal piano di rinnovamento della flotta della Marina Militare. E’ stato già firmato l’ordine per sei pattugliatori e per una unità di supporto logistico. Il valore dei contratti delle sette unità è di circa 3,5 miliardi di euro, di cui 2,3 miliardi in quota Fincantieri e 1,2 miliardi in quella Finmeccanica.

Il rilancio degli investimenti a matrice Marina Militare rientra in un quadro strategico che segue l’esigenza di sviluppare il pattugliamento dei mari sia per l’emergenza profughi, sia per aumentare i controlli delle rotte mercantili sempre più minate dalle azioni di pirateria.

E’ quanto si apprende da una nota congiunta rilasciata dai due gruppi.

“Nell’ambito del piano, OCCAR (Organisation Conjointe de Cooperation sur l’Armement, l’organizzazione internazionale di cooperazione per gli armamenti) ha firmato l’ordine per l’esecuzione contrattuale con il Raggruppamento Temporaneo di Impresa, costituito tra Fincantieri e Finmeccanica, attraverso Selex ES, per la costruzione di sei pattugliatori con ulteriori quattro in opzione e per una unità di supporto logistico“, si legge nel comunicato. La consegna dell’unità di supporto logistico è prevista nel 2019, mentre i pattugliatori saranno pronti a partire dal 2021.

Il valore totale del contratto assomma a 3.5 miliardi, dei quali 2.3 di competenza di Fincantieri e 1.2 per Finmeccanica, rientra nel vasto programma da 5.4 miliardi e prevede anche la costruzione di un’unità da trasporto e sbarco.

“La caratteristica fondamentale comune a tutte e tre le classi di navi -continua la nota- è il loro altissimo livello di innovazione che le rende estremamente flessibili nei diversi profili di utilizzo con un elevato grado di efficienza. In particolare queste unità presentano un doppio profilo di impiego, quello tipicamente militare e quello per operazioni di protezione civile e soccorso in mare; in aggiunta hanno un basso impatto ambientale, attraverso avanzati sistemi di propulsione ausiliari a bassa emissione inquinante (motori elettrici) e di controllo degli effluenti biologici”.



   

 

 

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