USA: sotto processo i negozianti cristiani che rifiutano servizi ai gay

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17 dic 2014 – “La torta non ve la facciamo”. Cosi’ si era sentita rispondere una coppia gay quando aveva chiesto a una pasticceria di preparare un dolce per il proprio matrimonio. Dopo il polverone dei primi giorni, la storia – avvenuta due anni fa in Colorado, in un negozio gestito da un cristiano protestante – era stata dimenticata. Ma nel frattempo negli Stati Uniti sono aumentati gli esercizi (fioristi, pasticcieri, fotografi) che si rifiutano di prestare servizi a persone dello stesso sesso che vogliono sposarsi.

Nel frattempo intorno alla questione sta emergendo una importante battaglia legale. Perché Jack Philips – il proprietario della pasticceria incriminata – e’ stato portato davanti ai giudici a causa del suo rifiuto. La commissione che si occupa dei diritti civili in Colorado ha stabilito che Philips ha violato le leggi che vietano la discriminazione sessuale. Adesso la pasticceria (che ricorrera’ in Appello) ha deciso di non accettare piu’ ordinazioni di torte nuziali: da parte di tutti.

a vicende simili sono avvenute in altri Stati americani. A New York ad esempio le autorita’ hanno multato per 13.000 dollari i proprietari di una cascina che si sono rifiutati di affittarla a una coppia gay per il loro matrimonio. Anche in questo caso – in attesa di appello – il proprietario ha deciso di non accettare piu’ prenotazioni per matrimoni: anche tra eterosessuali. Come scrive il new York Times, negli Stati Uniti ci sono piu’ di una decina di simili casi. E in quasi tutti sono coinvolti artigiani e imprenditori di fede cristiana. Vengono citati un fotografo in New Mexico, un fiorista nello Stato di Washington, un albergo in Vermont. asca

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2 Commenti per “USA: sotto processo i negozianti cristiani che rifiutano servizi ai gay”

  1. I gay seri,dovrebbero vergognarsi di questi loro simili !!!….che schifo !!!

  2. Meno male che esiste ancora qualcuno con le palle al posto giusto che resiste a questo conituo e fastidioso avanzare delle richieste gay.
    Ma basta!!!! Non se ne può più. Con il loro insistere spregiudicato vogliono dimostrare che i diversi sono gli altri. Cioè i normali. Complimenti. Per caso si chiama progresso????
    Grazie Edoardo

Commenti chiusi

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