Prostituzione minorile: maschi a disposizione dei pedofili, 20 indagati

prost5 apr – La polizia postale avrebbe indagato venti persone, tra i 40 e i 60 anni, al termine di un’inchiesta sulla prostituzione minorile maschile a Genova. Secondo quanto riferito dal quotidiano genovese “Il Secolo XIX”, l’approccio avveniva su internet e gli incontri erano organizzati da due ex gigolò nella stanza di un motel definita dagli stessi indagati “lo scannatoio”. I baby prostituti coinvolti avrebbero dai 13 ai 17 anni.

La palude nella quale avvenivano gli scambi è la chat per soli uomini di PlanetRomeo e di Badoo.it: a leggerla viene la pelle d’oca. “VOGLIO CARNE FRESCA”, scritto proprio così, in un maiuscolo che nella chat equivale a gridare. La richiesta arriva da un insospettabile genovese di 58 anni: a leggerlo non solo minorenni ma anche la polizia postale. O ancora: “Fissami un appuntamento con un tuo amico più giovane, molto più giovane, quello che mi hai mandato l’altra volta aveva i baffi”, dice un cinquantenne, single, all’italorumeno divenuto trait d’union fra studenti minorenni e pedofili.

Naturalmente spesso si usava un linguaggio specifico che gli investigatori hanno poi dovuto decodificare. Ad esempio, “Bottom” significa la preferenza di un ruolo passivo nell’incontro con il cliente; “Top” indica invece chi vuol essere attivo. “Trenta per un top basteranno?”, s’informa un quarantenne padre di famiglia prima di dare il via libera a un incontro in un motel del Basso Piemonte, lontano da sguardi indiscreti. C’è anche chi si lamenta della troppa esperienza:”Quello dell’altra volta – racconta in chat un cliente – era troppo avanti. Sapeva già tutto. Meglio uno più giovane, inesperto”. Per tutti gli indagati l’accusa è di favoreggiamento della prostituzione minorile, ma per un paio di loro potrebbe scattare anche quella di violenza sessuale. tgcom24



   

 

 

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