Imprenditore trovato morto nel bagagliaio della sua auto, indagati due nigeriani

Marco Conforti

Torino – Due indagati. C’è la prima svolta nelle indagini sulla tragica fine a Torino di Marco Conforti: secondo quanto riporta Davide Petrizzelli su TorinoToday, si tratta di due trafficanti di droga nigeriani, un uomo di 39 anni e una donna di 30, residenti a Torino, ora indagati a piede libero per l’occultamento del cadavere e per avere venduto lo stupefacente che ha ucciso il conosciuto imprenditore di Castagneto Po, che aveva 55 anni.

Titolare di numerose scuole guida, Marco Conforti era stato trovato cadavere nel bagagliaio della sua auto la sera dello scorso 28 maggio all’incrocio tra via Rovigo e strada del Fortino, alla periferia del capoluogo: prima del decesso aveva fatto pesante uso di cocaina e potrebbe essere stata questa a provocargli l’arresto cardiaco che gli è stato fatale.

Alcune settimane fa era emerso che l’autopsia, disposta dal pm Antonella Barbera, che coordina le indagini della squadra mobile della polizia, ed eseguita dal medico legale Roberto Testi, aveva concluso che non si era trattato di una morte violenta. L’ultimo tassello per chiudere la vicenda è capire come sia finito dentro al bagagliaio del suo suv: si ipotizzava che avesse scelto lui stesso di rifugiarsi in quel posto da solo, forse per nascondersi da chissà chi mentre era in preda agli effetti della droga. Un’ipotesi ardita.

Conforti era molto conosciuto e benvoluto: tante idee sul lavoro, tanta energia, tanti amici, un grande amore per la vita, specialmente quella notturna. Gestiva una cinquantina di autoscuole consorziate in tutto il Piemonte. L’auto in cui il corpo era stato trovato all’interno del bagagliaio è un suv Range Rover. A denunciare la scomparsa era stata l’ex moglie. La donna, preoccupata di non vedere il Range Rover parcheggiato sotto casa dell’uomo, a Castagneto Po, il 26 maggio aveva denunciato la sua scomparsa. Poi aveva localizzato, tramite un’applicazione tecnologica, il punto in cui era l’auto, e la polizia era arrivata sul posto, facendo la drammatica scoperta.

L’uomo non dava notizie di sé da dopo un’ultima serata trascorsa con un gruppo di amici, in pieno centro a Torino, prima in un ristorante vicino alla Gran Madre, e poi in un locale notturno. Quando era stato trovato, era morto da giorni. Aveva gli stessi vestiti della sera della scomparsa. Nessun segno di violenza sul corpo, né tracce di pestaggi o ferite. Il suo cuore aveva smesso di battere in una strada qualunque della periferia nord, area di spaccio e prostituzione.

I due indagati sono difesi dall’avvocato Manuel Perga, che contesta in particolare il fatto che loro possano avere nascosto il corpo. Secondo gli inquirenti, nonostante non siano stati rilevati segni di trascinamento del cadavere, sarebbero stati i due trafficanti, presi dal panico in seguito alla morte di Conforti, a mettere il corpo nel bagagliaio, dove poi era stato trovato. La polizia ha sequestrato i telefoni cellulari dei due alla ricerca di eventuali prove che possano confermare un incontro con Conforti la sera del 23 maggio. I due gli avrebbero venduto la cocaina, lui l’avrebbe assunta, si sarebbe sentito male e poi sarebbe morto. Magari proprio vicino alla sua auto, con i due spacciatori ancora presenti. Le indagini proseguono.  https://www.today.it/

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