Letta contro Salvini e Meloni: “Inadeguati come premier occidentali”

Letta i dissensi

“Quello che è successo al Parlamento europeo dimostra che i nostri allarmi non sono per niente eccessivi, la posizione che Lega e Fratelli d’Italia hanno espresso a Strasburgo è incompatibile con la guida di un grande partito occidentale”. Così, in un’intervista a La Stampa, il leader del Pd, Enrico Letta, commenta il voto di Lega e FdI contro il rapporto in cui l’Ungheria viene definita una “minaccia sistemica” ai valori fondanti dell’Unione. “L’ho trovata una cosa gravissima perché quando ci dicono che non c’è alcun allarme democratico, che quel che diciamo da mesi non è vero, semplicemente sbagliano – ribadisce -. Quando si tratta di prendere posizioni chiare e nette contro i regimi illiberali, Meloni e Salvini stanno sempre sistematicamente dall’altra parte”. Secondo Letta, Salvini e Meloni vogliono imitare Orban. “Altrimenti perché difenderlo? E se vogliono fare come Orbán, allora l’Italia deve svegliarsi”.

Boldrini Ungheria

Il segretario dem interviene ancora sul caso dei finanziamenti da parte della Russia ai partiti italiani. Letta è convinto che “bisogna fare chiarezza rapidamente, perché la cosa peggiore sarebbe passare nell’incertezza una settimana intera, rischiando che sulla nostra campagna elettorale si giochi una nuova guerra fredda di Mosca contro Washington. Ne va della regolarità delle elezioni”. Letta ribadisce: “Chiediamo che si diradino le nebbie e che le istituzioni vengano salvaguardate. Spero che la riunione del Copasir non sia una tribuna elettorale”. Secondo il leader del Pd il primo a dover fare chiarezza sul caso Russia è il governo, “visto che è stato informato bisogna che informi i cittadini. E lo stesso vale per l’amministrazione americana”.

Letta interviene poi sugli ultimi sondaggi pubblicati che danno una distanza abissale Pd e la destra. Distanza che però, secondo il segretario dem, è colmabile. “Sì, perché al Sud il centrodestra perde colpi a favore dei 5 stelle e questo nei collegi avvantaggia noi. Sono diventate contendibili zone che non consideravamo tali” afferma.

Parlando invece di cosa bisogna fare per combattere rincari e caro bollette spiega: “Bisogna disaccoppiare subito il costo dell’energia da quello del gas – sostiene – colpire gli extraprofitti che ci sono e abbassare la domanda”. Secondo Letta lo stesso Draghi potrebbe agire: “Se si fa un patto politico con tutte le forze in Parlamento sì. Il Pd c’è. Stiamo per entrare in recessione, bisogna agire prima. Solo questo può evitare lo scostamento. Altrimenti, stiamo buttando i soldi in un pozzo di San Patrizio”.  www.huffingtonpost.it

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