Virginia Raggi e la caccia agli assembramenti… “verso gli abissi del ridicolo”

sindaco Virginia Raggi

di Antonio Amorosi –  “Sempre un passo avanti…verso gli abissi del ridicolo”, il commento di Stefano R. all’iniziativa del Comune di Roma che chiede di segnalare possibili assembramenti sul territorio. Su quello nazionale, durante le festività di Pasqua, i controlli delle forze dell’Ordine avrebbero superato i 230.000 interventi, con sanzioni inflitte a 5.048 persone. 207.300 persone controllate. Sono invece stati 25.220 gli esercizi commerciali sottoposti a verifica con 171 titolari sanzionati e 57 chiusure ma anche con 38 persone denunciate per violazione della quarantena, secondo quanto scrive il Viminale su Twitter in queste ore.

Nella caccia agli assembramenti si distingue però il Comune di Roma, a guida del sindaco Virginia Raggi del M5S, che con un’iniziativa discutibile chiede ai cittadini di farsi parte attiva nelle segnalazioni. Una decisione che non riceve reazioni di giubilo della popolazione. A fine marzo infatti, sul portale istituzionale di Roma Capitale è stato attivato un servizio che incoraggia a segnalare le violazioni dei distanziamenti indicati nei vari Dcpm e Decreti degli ultimi governi.

Per segnalare bisogna andare sul “sistema unico di segnalazione di Roma Capitale” e con le credenziali rilasciate dal Comune si compila la scheda per specificare dove, quando e come l’assembramento si stia tenendo.

Ora anche nel suo intento discutibile l’iniziativa prende forma attraverso un sistema che appare farraginoso e non sembra neanche adatto allo scopo, visto come è strutturato. La stragrande maggioranza degli assembramenti sono temporanei e i tempi di segnalazione del Comune e gli interventi delle forze di polizia seguono iter non immediati.

Virginia Raggi e la caccia alle streghe

Le reazioni dei cittadini non si sono fatte attendere, con una valanga di commenti prevalentemente negativi.

“Il sw é stato sviluppato nella Germania dell’Est o in Corea del nord?”, chiede Roberto R..

O Emiliano V. tra l’aggressivo e l’ironico in salsa romanesca: “Ho conati di vomito. L’unico assemblamento che voglio segnalare è in Campidoglio. Mortacci vostra”. Oppure Valerio C.: “Servirebbe un’autorità competente a cui segnalare voi, per istigazione all’odio e manifesta imbecillita’”.

Prendere sul serio l’iniziativa del Comune di Roma per qualcuno è un’ardua impresa, come Francesco T.: “Scusate io vorrei segnalare una strega che tutte le sere di fronte al mio palazzo fa incantesimi. Come si fa?”. Rosario D: “Come faccio a fare il vigilantes da balcone con la pioggia? Fornite mantellina?”.

Critico Matteo C.: “Io non ho parole per un’iniziativa del genere. Invece di promuovere di essere solidali l’uno con l’altro, aizzate rabbia e conflitto. Complimenti”. Valerio F: “Le grandi iniziative di Roma Capitale. Cristo santo che disagio”.

C’è anche chi parla più seriamente di “caccia alle streghe, il prossimo avviso sarà per segnalare chi passeggia con il cane; dopodiché quelli che vanno a buttare la spazzatura” e chi “…mi ricorda i tempi bui del fascismo”.

Ma anche considerazioni più posate, come quella di Nasrin M. che fanno riflettere sull’approssimazione dell’intervento pubblico della capitale: “Non vi rendete conto delle conseguenze di questa azione. Cosa ha di risolutivo? Dare la possibilità a persone nel panico di denunciare acriticamente irregolarità che magari non esistono. Sempre che non vi si intasi prima la piattaforma!”. O quella di Rosario D.: “Piantatela subito, non è trasformando metà dei cittadini in criminali e l’altra in delatori che si supera una emergenza grave come quella che stiamo vivendo”.

Ma ci sono anche pochissimi che accolgono bene l’iniziativa e chi spiega l’abc di come si doveva organizzare, come Claudio C. (restano eccezioni in un mare di reazioni duramente negative): “L’iniziativa è lodevole. Se poi funziona o meno è altra cosa. In città sviluppate, queste segnalazioni si fanno via app e la polizia arriva in poco tempo e gestisce la segnalazione”.

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