Governo sblocca i licenziamenti, a rischio un milione di posti di lavoro

La crisi economica, conseguenza dell’emergenza Coronavirus, rischia di aggrevarsi a breve. Il governo, infatti, ha deciso che non ci saranno proroghe al blocco dei licenziamenti. Le aziende dal 1° gennaio potranno tagliare i posti di lavoro e dalla Cgil arriva un serio allarme: “Un milione di posti di lavoro è a rischio”. Il divieto di licenziare – si legge sulla Stampa – è in vigore dal 17 marzo ed è stato rinnovato già una volta, prorogando il termine del 17 agosto. Peraltro, con le regole attuali, alcune imprese potrebbero finire la cassa integrazione a novembre e procedere con il taglio dei dipendenti.

Il decreto Agosto aveva già allargato le maglie: se nei mesi della prima ondata della pandemia – prosegue la Stampa – il blocco era generalizzato, una lunga e complicata intesa tra Pd e Movimento 5 stelle lo ha poi reso «flessibile».

È stata introdotta la possibilità di licenziare per cessazione dell’attività, in presenza di un accordo collettivo di incentivo all’esodo e in caso di fallimento. Oltre che dopo aver esaurito la cassa integrazione. Il capitolo sul lavoro nella manovra prevede la conferma del bonus 100 euro per i redditi fino a 40 mila; il rinnovo della decontribuzione del 30% nel Mezzogiorno e gli incentivi triennali per l’assunzione dei giovani. affaritaliani.it

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