Corte dei Conti UE: progressi nulli sulla lotta alla povertà

Rafforzare l’attenzione sull’applicazione integrale delle raccomandazioni rivolte ogni anno agli Stati membri, raccomandazioni in cui si dovrebbe dare maggiore rilevanza a temi sociali, in primis alla lotta alla povertà. È quello che la Corte dei conti dell’Ue invita la Commissione a fare in un rapporto sulle raccomandazioni specifiche per Paese formulate tra il 2011 e il 2018 nell’ambito del semestre europeo .

Secondo lo studio – che ha preso in esame le raccomandazioni rivolte dall’Ue a diversi Paesi tra cui l’Italia – gli Stati membri dell’Ue non hanno fatto sforzi sufficienti per attuare le indicazioni arrivate da Bruxelles: sarebbero infatti state attuate, sostanzialmente o pienamente, soltanto un quarto di queste ultime, mentre per quasi un terzo ci sarebbero stati progressi modesti o nulli.

Inoltre, secondo la Corte dei conti, l’Unione ha compiuto grandi passi in avanti verso la realizzazione della maggior parte dei propri obiettivi di bilancio di lungo termine per il 2020, ma è rimasta indietro per quanto riguarda la riduzione della povertà, la ricerca e sviluppo (R&S).

“La Commissione dovrebbe concentrarsi maggiormente sul basso tasso di attuazione delle raccomandazioni in generale. Negli ultimi dieci anni, si sarebbe potuta prestare maggiore attenzione a settori quali la riduzione della povertà, la ricerca e lo sviluppo”, conclude Alex Brenninkmeijer, il membro della Corte responsabile della relazione. Per la Corte dei conti, al fine di incentivare l’applicazione delle raccomandazioni che ogni anno arrivano ai singoli Paesi da Bruxelles, andrebbe anche rafforzato il collegamento con l’erogazione dei fondi Ue. Un tema, quello della condizionalità a cui legare la distribuzione dei fondi europei, al centro del dibattito attualmente in corso nelle istituzioni Ue nel quadro dell’esame del Recovery Fund e del bilancio 2021-2027. ANSA EUROPA

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