Capuozzo: donna velata inadatta a rappresentare la cultura milanese

Sta incendiando il dibattito politico la decisione del centrosinistra in maggioranza nel Consiglio comunale di Milano di piazzare alla presidenza della Commissione cultura la consigliera islamica dem Sumaya Abdel Qader. La candidatura sostenuta da buona parte del Pd, scatena le proteste della destra. Critiche anche dalla maggioranza.

A sollevare dubbi sull’opportunità e sensatezza della scelta è stato anche il giornalista Mediaset Toni Capuozzo, che mette subito in chiaro un concetto di fondo che la figura di Abdel Qader mette in campo. Ed è appunto la cultura.

Il problema evidenziato da Capuozzo è tutt’altro che irrilevante quando si pensa ad affidare un incarico di questo tipo. Ed è la sua scelta «di portare il velo, scelta libera e rispettabile – dice Capuozzo – nella vita privata come in quella pubblica, ma mi fa dire che non è il profilo migliore per rappresentare le molte facce della cultura milanese. Se per Cultura – e cultura in una città europea- intendiamo anche valori irrinunciabili quali i diritti della donna, questa non è integrazione, è multiculturalismo distratto, facilone: il contrario di un dialogo franco, rispettoso ma intransigente sui diritti e sui doveri». (seoloditalia.it)

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