Piano Colao in parte scopiazzato da emendamenti della Lega

“La lettura del cosiddetto Piano Colao lascia esterrefatti. Quello che ci arriva a giugno inoltrato è un collage patinato di emendamenti proposti a fine marzo dalla Lega in sede di decreto Cura Italia”. E’ quanto si legge in una nota del Dipartimento economia della Lega.

“Si va – si sottolinea – dalla abrogazione del codice degli appalti (emendamento 91.6 della Lega), alla compensazione dei crediti certi, liquidi ed esigibili verso la PA (emendamento 68.0.3 della Lega), al rinvio degli acconti fiscali (previsto dall’emendamento 71.0.4 della Lega), alla possibilità di avvalersi dei crediti in compensazione prima della presentazione delle dichiarazioni (emendamento 62.0.14), solo per citare quattro provvedimenti urgenti per tutelare la liquidità delle aziende e rimettere in moto l’economia da noi portati al tavolo del confronto Governo-opposizioni”.

“Saremmo ovviamente lieti, – proseguono gli economisti della Lega – se il Governo finalmente accettasse queste proposte di buonsenso. Tuttavia va sottolineato che, dopo aver promesso a marzo ascolto, ad aprile il Governo ha bocciato in Commissione tutte le proposte che ora ci ripresenta. Evidentemente, l’Italia ha perso tre mesi solo per soddisfare la vanagloria di un premier che, incapace di visione propria, vuole assumere la paternità delle idee altrui. Per farsi perdonare questo ingiustificabile ritardo e questo ennesimo sfregio alla sovranità parlamentare, gli accoliti del Governo condiscono la loro minestra riscaldata con qualche parola d’ordine alla moda, ovviamente coniugata al futuro. La loro Italia sarà green, sostenibile, digitale, innovativa, inclusiva, ecc. Un Governo composto da quattro partiti di cui tre sconfitti alle precedenti elezioni non ha alcuna legittimazione per progettare, sia pure a chiacchiere, il futuro del Paese. Un Governo nato solo per escludere la Lega, cioè il partito di maggioranza relativa, non può più tenere in ostaggio e privo di risposte concrete un Paese che fronteggia un presente drammatico”, è la conclusione.

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