Mafiosi scarcerati, a casa anche il basista dell’omicidio Salvo

C’è un nome di primo piano tra i detenuti eccellenti che sono usciti dal carcere a Nordest, a seguito dell’emergenza coronavirus. Il suo nome non era elencato tra coloro che erano sottoposti al regime del 41 bis o di alta sicurezza, eppure su di lui pende una condanna all’ergastolo. Si tratta di Gaetano Sangiorgi, 70 anni, trapanese, ritenuto colpevole di aver fatto da basista nell’agguato in cui fu ucciso l’esattore Ignazio Salvo. Un omicidio eccellente ordinato direttamente da Totò Riina.

Ignazio e Nino Salvo, i due potentissimi cugini esattori di Salemi, sono stati per anni l’emblema del potere mafioso radicato all’interno della politica. Sangiorgi fu basista dell’omicidio del cugino di suo suocero, avendo lui sposato Angela Salvo, figlia di Nino, portato alla sbarra al maxiprocesso di Giovanni Falcone e poi morto di tumore nel 1986.

Sangiorgi si trovava nella casa di reclusione di Padova, adesso è tornato a casa.

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