Corte Costituzionale, qualche domanda a Marta Cartabia

di Ornella Mariani

Signora Marta Cartabia, domando:

  • se, nel perdurare della Sua quarantena, risieda in Italia;
  • se abbia modo di tenersi informata di quanto vi accade;
  • se abbia contezza della disperazione di milioni di Italiani che, in virtù di illegittimo provvedimento/farsa, sono ridotti alla domiciliazione coatta ed alla fame mentre le piccole Imprese chiudono, mentre prosegue il business degli sbarchi e mentre un tal Di Maio, in danno di quattro milioni di Connazionali perdenti posto, approva l’erogazione di cento milioni di euro per le ONG già destinatarie di una prima tranche di ventisette milioni, erogata dal Viminale per indefiniti progetti;
  • se Le sia giunta voce che un tal Giuseppe Conte, usurpati indebiti poteri, governa con atti estranei allo Stato di Diritto ed annienta la Democrazia attraverso lo spregiudicato uso di sofismi ampiamente travalicanti ogni decenza morale e giuridica;
  • se abbia appreso che, con l’avallo del Quirinale e col silenzio complice dei Politici e dei Giuristi, Costui ha di fatto esautorato il Parlamento e, in nome di un monocratico delirio, ha revocato tout court la libertà personale (art. 13 Cost.), la libertà di circolazione e soggiorno (art. 16 Cost.), la libertà di riunione (art. 17 Cost.), la libertà di culto (art. 19 Cost.), la libertà di manifestazione del pensiero (art. 21 Cost.), il diritto/dovere al lavoro (art. 4 Cost.) e il diritto di iniziativa economica privata (art. 41 Cost.);
  • se Le risulti che, in tre mesi, nella incapacità di trovare soluzione alla Emergenza Egli abbia insediato varie Commissioni e selezionato personalmente alcune centinaia di Esperti la cui solvibilità è testimoniata dalla pretesa dello scudo penale e, di conseguenza, da una paradossale dichiarazione di incompetenza: scandalosa cuccagna, a fronte dell’avvicinarsi di una stagione di rivolte dagli impatti e dalle conseguenze devastanti;
  • se, anche sulla base delle gravissime dichiarazioni espresse da Eminenti Costituzionalisti come Cassese e Silvestri, abbia coscienza che si è superato ogni limite, che l’emergenza sanitaria poteva essere gestita senza la sospensione delle garanzie costituzionali e che si è a fronte di una deriva autoritaria;
  • se, convenendo sul dato che gli Organi di garanzia del nostro frantumato Paese sono ancora Quirinale e Parlamento e Corte Costituzionale e convenendo sulla condizione di latitanza di un Presidente della Repubblica e di un Parlamento ostaggio della Corte dei Miracoli del Giuseppe Conte, non ritenga – e con ogni drammatica urgenza- di intervenire ex post;
  • se, ancorché formata alla metodologia della Reasonable Accomodation, si senta ancora Italiana.

Grazie

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