Giuseppe, il Re dei Bibanesi, è ancora tra noi

Lettera Aperta

Caro Giuseppe, la tua parte fisica si spegne l’8 febbraio 2020 a Sant’Urbano di Godega (Treviso), tra il dolore di tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerti, ma non il tuo Spirito come il tuo insegnamento umano, imprenditoriale e spirituale, questi brillano nel firmamento degli umili di cuore, una tipologia di grandi anime che, a mio avviso, solo l’dentità italiana può riuscire a donare, per una serie di considerazioni storico/culturali e religiose. La tua impreditorialità va oltre a quella indicata dal prof. Malvezzi: Economia Umanistica, perchè passa dal BeneEssere al senso estetico/spirituale che trapela in tutta l’ Azienda, colma di bellezze atrtistiche, ma anche di fiori che tanto amavi come le Orchidee, simbolo di armonia e amore, nel mondo cristiano le macchie color rosa, rappresentano il sangue di Cristo, l’atto estremo d’amore verso l’umanità: “per questa mia Famiglia operaia voglio prima di tutto il BenEssere, è bello lavorare tra quadri ed orchidee (…) ho comprato una macchina per non far piegare la schiena ai miei dipendenti…”, mi spiegavi mentre visitavo attonita e sempre di più piena di stima per questo Uomo dal grande spirito luminoso. Nel tuo ufficio ammiravo in tutta la sua triste bellezza il Cristo, con la Corona di spine, da te dipinto, era il tema artistico prediletto, amavi anche la scultura, mi dicevi di aver colato l’intera figura del Cristo in Croce e di averla poi donata, d’altronde numerose erano le tue prodigalità in Africa, dove avevi persino regalato un Forno per cuocere il pane e mai, altrove, come in quei giorni, mi sono sentita trattata come una Principessa.

Quando ti sei ammalato, profondo era il tuo dispiacere per non poter andare ancora a far visita ai tuoi amici africani, la comunità che avevi aiutato, come tanto si auspica, direttamente nel posto natio, affinché non abbandonasse la propria terra di origine; dovrebbe esserci, tra I Diritti Umani, un Articolo, tra I primi, che rechi il Diritto a rimanere e difendere la propria terra di appartenenza etnica.
Tale Diritto tu lo avevi ben inciso nella tua Etica personale, così mi chiedevo tra me: “cosa accadrebbe se ci fossero tante anime imprenditrici e pie come lui nel mondo?”, forse avremmo il Paradiso in terra, mi risposi. Ti inclusi così tra le Sibille, nel Rifugio delle Sibille https://ilrifugiodellesibille.wordpress.com/giuseppe-il-re-de-i-bibanesi/
un Progetto culturale di EcoRestauro, bloccato dal sisma, nella Valle del Potenza e Scarzito, meta di pellegrinaggi tra lauretane e sentieri francescani, ma forse vi è un perché per ogni cosa, come il tuo insegnamento, volto alla resilienza, indica.

Il giorno che ti conobbi, durante un corso di Teatro ad Alcatraz, tra il 25 e il 30 maggio 2014, a pranzo, mi regalasti un’intera busta piena di Bibanesi, ricordi? ti dissi che non mangiavo derivati animali e che lo strutto l’avrei sostituito con l’olio di oliva extravergine, naturalmente, a filiera corta, appena dopo mi ero quasi pentita, in quanto pensavo di averti offeso, invece con grande intelligenza emotiva, mi chiedesti come avresti potuto accontentare le mie esigenze, insomma come avresti potuto migliorare, dal punto di vista etico e salutistico, il tuo nuovo prodotto alimentare. Ti dissi di porre delle modifiche e così tra diverse difficoltà, dopo un anno, mi inviasti il nuovo prodotto bioveg, con sale marino, a filiera corta ed integrale, per farmelo assaggiare prima di immetterlo in commercio, era buonissimo, tu stesso ne rimasi meravigliato, in quanto all’inizio avevi dei dubbi. Un giorno mi chiamasti per ringraziarmi: eri contentissimo per aver ricevuto i complimenti di un famoso cantante vegano italiano, gli era così piaciuta la nuova filiera BioVeg, che sperava di vederla presto in commercio; ne fui veramente felice, caro Giuseppe.

Quando poi sapesti della mia amicizia con Magdi Allam Cristiano, mi chiedesti, gentilmente, di poter conoscere la persona che avevi da sempre stimato ed ammirato: Magdi ha riconosciuto, da subito, la tua statura etico/artistico/imprenditoriale, tanto da dedicarti diversi scritti che ho apprezzato e che spero possiate apprezzare anche tutti voi lettori:

Buon Natale a Giuseppe Da Re, titolare di «I Bibanesi», un imprenditore di successo con l’anima dell’artista, un uomo…

Geplaatst door Magdi Cristiano Allam op Dinsdag 24 december 2019

Cari amici miei, grazie, è stato, per me, un onore conoscervi lungo il viaggio della Vita e essere stata intermediaria della vostra stessa conoscenza. I puri di cuore si riconoscono e si attraggono sempre e ovunque. Caro Giuseppe sei vivo più che mai, sei ancora tra noi come esempio umano e artistico/imprenditoriale, fiore all’occhiello del Made in Italy; i tuoi occhi, impressi nella mia mente, mi ricordano la profondità affettiva del mio caro babbo: ti prego abbraccialo da parte mia!!

GIOVANNA BONFILI

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One thought on “Giuseppe, il Re dei Bibanesi, è ancora tra noi

  1. Bellissima esperienza vissuta dall autrice dello scritto. Onore ai grandi uomini che ovunque nel mondo portano l Italia nel cuore tramite le loro opere

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