Tribunale Minori Bologna, tre giudici ‘fatti fuori’ perché contro il ‘sistema’!

Illegittime ed illecite camere di consiglio, calunnie, minacce, mendaci addebiti disciplinari. Estromissioni e allontanamenti per tre giudici che erano contro il ‘sistema’ del Tribunale dei Minori di Bologna.

  Pubblichiamo le denunce di uno dei tre giudici, con esposti scritti, indirizzate a Presidente del Tribunale dei Minori, al Consiglio Superiore della Magistratura, al Consiglio Giudiziario, alla Corte d’Appello, al Ministro, alla Procura Generale presso la Corte di Cassazione, e persino alla Commissione Bicamerale per i diritti dell’infanzia, nonché direttamente in udienza avanti al CSM e avanti al Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione: rimaste nei cassetti se non cestinate.

Mi chiamo Mauro Imparato e sono psicologo, neuropsicologo e psicoterapeuta.

Sono stato Giudice Onorario presso il Tribunale per i Minorenni di Bologna ininterrottamente dal 2004 al 2013 (tre mandati consecutivi).

Durante il mio secondo e terzo mandato (2008-2010 e 2011-2013) ho avuto modo di affiancare, collaborandovi strettamente, il dottor Guido Stanzani e il dottor Francesco Morcavallo, entrambi giudici togati.

Al massimo delle mie possibilità li ho appoggiati nel loro strenuo impegno volto a contrastare le “malpratiche” del Tribunale, in particolare gli “allontanamenti facili” e altri interventi de potestate privi di effettiva e comprovata giustificazione (un reale pregiudizio per il minore).

Mi sono quindi trovato a contestare e contraddire subdoli e delittuosi ripetuti tentativi dei colleghi (Presidente, giudici togati, giudici onorari) di allontanare i predetti, dottor Stanzani e dottor Morcavallo, con infamanti calunnie e mendaci addebiti disciplinari.

In diverse occasioni, tra il gennaio 2011 e la fine del mio incarico (2013) ho denunciato, con esposti scritti indirizzati a Presidente del TM, Consiglio Superiore della Magistratura, Consiglio Giudiziario, Corte d’Appello, Ministro, Procura Generale presso la Corte di Cassazione, e persino Commissione Bicamerale per i diritti dell’infanzia, nonché direttamente in udienza avanti al CSM e avanti al Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione:

– le illegittime ed illecite camere di consiglio civili, con presenza multipla di componenti onorari e fissazione del collegio non ad inizio discussione del singolo caso, ma con scelta dei giudici da inserire a collegio in base alle adesioni al parere del giudice togato relatore (sempre a favore dell’allontanamento del minore dalla famiglia naturale, ovvero del suo collocamento extrafamigliare);

– le calunnie proferite per iscritto, al Presidente del Tribunale, da parte di almeno due giudici togati e almeno due giudici onorari, nei confronti del dottor Guido Stanzani, addebiti del tutto falsi (aver modificato decisioni di camera di consiglio durante la stesura dei decreti) e dalla mia testimonianza confutabili, nonché le pressioni o intimidazioni, da parte dei due giudici togati ai giudici onorari (sottoscritto compreso), affinché mendacemente le sostenessimo; (i reati che si sarebbero calunniosamente attribuiti al dottor Stanzani sarebbero occorsi in camere di consiglio cui io stesso avevo partecipato e, come appurai, con coinvolgimento di un giudice onorario che non vi era incluso); contraddissi queste calunnie anche in udienza avanti al CSM nella tarda primavera 2011;

– la mendacità delle attribuzioni di comportamenti disciplinarmente sanzionabili mosse al dottor Francesco Morcavallo e al dottor Guido Stanzani e la mia deliberata estromissione

dall’ispezione ministeriale sollecitata e ottenuta dall’allora Presidente;

– la sospensione della rotazione dei giudici togati e onorari, sino ad allora da sempre vigente, nella composizione delle camere di consiglio civili settimanali, volta a impedire al dottor Stanzani, al dottor Morcavallo e al sottoscritto di condividere un qualsiasi collegio. Ciò per impedire che vi fosse mai alcun collegio in grado di opporsi, per maggioranza, ad allontanamenti ingiustificati di minori dalle loro famiglie o rigettare ricorsi inconsistenti della Procura della Repubblica per i Minorenni.

Nonostante le mie testimonianze e denunce agli organismi giudiziari competenti:

– il dottor Guido Stanzani, fu indotto a non ricorrere contro l’ingiusto provvedimento disciplinare del CSM, che lo allontanava dal TM, sotto avvisaglia di nuove calunnie (questa volta non neutralizzabili da “dissidenti” all’impostura quale si era rivelato il sottoscritto), limitandosi a richiedere il trasferimento a precedente sede giudiziaria e incarico;

– il dottor Morcavallo, nonostante la Cassazione avesse disposto l’annullamento del procedimento di allontanamento del CSM, dovette attendere oltre un anno per il reintegro al TM di Bologna;

– il dottor Morcavallo, non appena reintegrato al TM di Bologna, tornò a subire pesante ostracismo e violazioni del suo ufficio;

– al dottor Morcavallo e allo scrivente fu nuovamente impedita qualsiasi rotativa partecipazione condivisa a camere di consiglio sia civili che penali (e.g. tribunale del riesame).

Successivamente alle mie prime denunce e al mio rifiuto di calunniare il dottor Stanzani e il dottor Morcavallo, fui lentamente esautorato da qualsiasi attività istruttoria, per anni svolta in gran mole, e da qualsiasi delega di udienza (fatti salvi unicamente le udienze per ricorsi congiunti ai sensi dell’art 317bis), e fui “invitato” alle dimissioni dal Presidente e da un altro giudice togato.

Dopo il mio ultimo esposto (dicembre 2012) a CSM, PG di Cassazione, Consiglio Giudiziario, Corte d’Appello, Ministro di Giustizia, commissione bicamerale per i diritti dell’infanzia, Presidente facente funzioni del TM

 finii per svolgere due sole camere di consiglio al mese (gennaio e febbraio 2013, dopo l’ultima mia denuncia agli organismi competenti del dicembre 2012), a fronte delle 10/15 udienze settimanali (oltre a collegi civili e di dibattimento penale, GUP, riesame …) svolte per anni sin dal 2004; due sole camere di consiglio civili in cui tutte le deleghe istruttorie erano conferite unicamente all’altro giudice onorario presente (benché di inferiore anzianità di servizio) e in cui lo scrivente era sempre, inevitabilmente, in minoranza 1:3 nei casi contrastati;

– rassegnai le mie dimissioni – che mai ricevettero accettazione o rifiuto dal CSM – denunciandonuovamente tutti i fatti del periodo 2011-2013 già denunciati, inclusa la mia ormai totale e ingiustificata estromissione dalle attività di udienza;

– il mio mandato fu fatto silenziosamente scadere senza che venissi più convocato (per ben 10 mesi) né mi fosse comunicata risposta per le mie dimissioni di denuncia e protesta da alcun ufficio o organismo competente (Corte d’Appello, CSM, TM, Consiglio Giudiziario, Ministero di Giustizia).

Nel periodo 2009-2013, dunque, due giudici togati – dottor Guido Stanzani e dottor Francesco Morcavallo – e il sottoscritto, allora giudice onorario, si adoperarono strenuamente per contrastare e denunciare le storture giudiziarie del Tribunale per i Minorenni di Bologna – allontanamenti ingiustificati di minori in primis, ma anche altri procedimenti o interventi ablativi della potestà genitoriale (oggi responsabilità genitoriale) –, ma subirono calunnie, procedimenti disciplinari ingiustificati (poi cassati), atti delittuosi lesivi delle proprie funzioni, la propria autonomia giurisdizionale, il proprio ruolo o incarico, la propria persona.

I soli tre giudici che si opposero a questo sistema furono “fatti fuori” e le loro denunce sistematicamente ignorate anche da organismi giudiziari superiori.

Fatti come quelli di Bibbiano non sono che un anello di procedimenti delittuosi e perversi a danno della giustizia e dei minori.

Mauro Imparato

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