Carola ha messo a rischio la vita dei nostri militari mentre a bordo c’erano parlamentari Pd

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È stata la notte della Sea Watch, con l’ingresso nel porto di Lampedusa, intorno all’1.40 della nave, e il successivo attracco, dopo un turbolento avvicinamento al molo con motovedette italiane che hanno cercato di impedire l’approdo forzato voluto dalla comandante Carola Rackete, posta in stato di arresto al momento dello sbarco. «Non ce la faccio più, devo portarli in salvo», ha detto la comandante.

Una scelta che a Carola Rackete è costata cara: i finanzieri, con la nave ormai ormeggiata in banchina, sono saliti a bordo e l’hanno arrestata per violazione dell’articolo 1100 del codice della navigazione: resistenza o violenza contro nave da guerra.

Salvini ha parlato di “comportamento criminale che ha messo a rischio la vita dei militari della Gdf”.

Orfini (PD) dopo essere sceso dalla Sea Watch: “non faccio il magistrato, quindi non sono in grado di giudicare se c’è stato o meno un comportamento scorretto. Questo lo diranno i giudici. Siamo in uno Stato di diritto”

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