Epidemia colposa, la Procura di Bergamo e il gioco delle tre carte

prof Augusto Sinagra – Oggi non parlerò della penosa riunione in corso a Villa Pamphili dove personaggi inqualificabili si abboffano a spese dell’erario mentre molti italiani rovistano nella spazzatura per trovare qualcosa da mangiare. Non parlerò di questi ridicoli aspiranti golpisti, di boiardi di regime, di speculatori, incompetenti e ignoranti. Le foto delle tavole imbandite ricordano Maria Antonietta e rafforzano la speranza – figurativamente parlando – di una imminente ghigliottina.

Oggi parlerò d’altro. La f.f. Procuratrice della Repubblica Maria Cristina Rota di Bergamo ha sentito a verbale per tre ore il Conte Tacchia, la Signora Luciana Lamorgese e Roberto Speranza, Ministro della (sua) Salute.
Sono stati sentiti sulla mancata tempestiva chiusura in “zona rossa” dei Comuni di Alzano e Nembro nella bergamasca, con le conseguenze che poi ci sono state.
Sono stati sentiti a verbale come “persone informate sui dei fatti”.
L’evento ha provocato reazioni contrastanti: chi ha esultato per l’inizio di un reale accertamento delle responsabilità e chi ha evocato (come un ignoto senatore dei 5Cosi (tale Lanuzzi) severi provvedimenti a carico della Dott.ssa Rota da parte del CSM.

Le cose stanno ben diversamente, sempre che il dj di Marsala Fofò Bonafede non abbia nottetempo, previa consultazione con Luca Palamara, modificato il codice di procedura penale.
Se un PM da inizio ad un procedimento penale è perché si ipotizza un reato. Nella specie l’omissione di atti di ufficio, l’epidemia colposa e, conseguentemente, l’omicidio plurimo colposo.
La Procura di Bergamo doveva trasmettere “sic et simpliciter” gli atti al competente “Tribunale dei Ministri” (cioè a Roma). Come è stato per il Sen. Matteo Salvini a Catania.

Non è tutto: la persona interrogata in quanto “informata dei fatti” viene ovviamente interrogata su fatti commessi da altri. In sostanza, è un testimone.
Ma se i fatti-reato oggetto di indagine penale sono ipotizzati come commessi dalle stesse persone interrogate, il Conte Tacchia, la Lamorgese e Speranza andavano preventivamente iscritti nell’apposito registro degli indagati e interrogati come tali. Oppure, come detto, gli atti andavano immediatamente trasmessi al Tribunale dei Ministri.

Perché questo “trattamento” differente? Pareva brutto notificare un “avviso di garanzia” a questi tre soggetti?
Che senso ha avuto rubricare il procedimento penale in questione a carico di “ignoti” quando gli autori dei supposti reati sono notissimi? Si tratta di un atto di “riguardo” per i tre soggetti coinvolti?
Non sarà che la Procura della Repubblica di Bergamo non vuole privarsi della possibilità di chiedere al locale GIP l’archiviazione del procedimento, e così scavalcando il “Tribunale dei Ministri”?

Lo deciderà il Dott. Angelo Antonio Chiappani, nuovo Procuratore Capo in arrivo a Bergamo e, non senza coraggio, difensore del ben noto Luca Palamara.
Si tranquillizzi, dunque, il Sen. Lanuzzi e il Conte Tacchia erroneamente definito da Pippo Baudo come un “furbissimo avvocato di provincia”. In realtà si tratta di un modestissimo avvocato di provincia.

AUGUSTO SINAGRA

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One thought on “Epidemia colposa, la Procura di Bergamo e il gioco delle tre carte

  1. Il governo ha volutamente aiutato la trasmissione del virus dal 31 gennaio 2020 al 9 marzo.

    Credo che gli interessi siano sotto gli occhi di tutti!

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