Cimiteri solo per musulmani, Viminale: “Serve intesa tra Stato e islam”

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di Francesca Bernasconi – “Credo sia arrivato il tempo di trovare delle soluzioni”. Così il sindaco di Bari, Antonio Decaro, risponde alla richiesta dei musulmani di Italia di avere un luogo in cui seppellire i propri defunti. Con la chiusura delle frontiere seguita all’emergenza sanitaria causata dal Covid-19, infatti, i musulmani deceduti in Italia non potevano essere portati nei propri paesi d’origine per la sepoltura e la richiesta di luoghi idonei sul territorio italiano si è fatta sempre più urgente. Oggi sono pochi i cimiteri islamici italiani: una settantina, distribuiti nei vari Comuni (che in totale sono 8mila). Così, vista la carenza di luoghi di sepoltura per i musulmani, molti defunti sono rimasti in obitorio.

Aree attrezzate e separate per la sepoltura di salme di persone di culto diverso da quello cattolico si possono prevedere, secondo il regolamento nazionale di polizia mortuaria che organizza questo servizio dei Comuni“, ha chiarito il sindaco Decaro, parlando con Repubblica, che aveva portato l’attenzione sul tema. “Il servizio, proprio nel periodo peggiore dell’emergenza sanitaria, ha dovuto obbedire a regole speciali- aggiunge- Capisco perfettamente l’appello dei cittadini di religione musulmana che hanno una loro specifica ritualità. E sono certo che i sindaci non manchino di sensibilità rispetto a questa esigenza. Così come comprendo che non sia semplice individuare soluzioni durante l’emergenza. Ma credo che, forse, sia arrivato il tempo di trovarle“.



Sul caso sarebbe intervenuto anche il Ministero dell’Interno che ha fatto sapere a Repubblica di avere la questione sotto osservazione. “La problematica è stata costantemente seguita durante l’emergenza epidemiologica, per la necessità di assicurare degna sepoltura ai cittadini di fede diversa da quella cattolica“, hanno spiegato al quotidiano. Gli uomini della Direzione centrale del Dipartimento libertà civili e immigrazione del Viminale, infatti, hanno scritto ai prefetti delle città maggiormente coinvolte dalla pandemia “affinché i sindaci dei Comuni interessati assicurassero la sepoltura nei cimiteri muniti di tali reparti speciali“.

La problematica legata ai cimiteri islamici è connessa anche alla mancanza di un’intesa tra lo Stato e la comunità musulmana in Italia. Il Viminale ha rivelato a Repubblica che “condizione imprescindibile per l’avvio delle trattative per la stipula dell’Intesa è che l’ente religioso sia già dotato di personalità giuridica riconosciuta dallo Stato: ma l’unico ente islamico riconosciuto, il Cici- Grande Moschea di Roma, non ha mai formalmente presentato richiesta d’Intesa. Gli altri enti islamici (come Ucoii e Coreis) non sono dotati di personalità giuridica, ma con essi sono in corso costanti interlocuzioni al fine di rendere conformi i rispettivi statuti ai principi fondamentali dell’ordinamento giuridico“.

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