Emergenza coronavirus, Sassoli (UE): ci prendiamo 2 settimane di tempo

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“Ci saremmo aspettati una più forte assunzione di responsabilità dai leader. Ora abbiamo due settimane di tempo per lavorare, sperando che si sciolgano le riserve e vengano date risposte“, ha detto il Presidente del Parlamento europeo David Sassoli commentando le conclusioni del Consiglio Ue di ieri, che non ha fatto passare i Coronabond.

Dopo un vertice di oltre sei ore, i 27 leader della Ue decidono di darsi altre due settimane per mettere a punto la nuova strategia anti-crisi economica. Intervistato dalla Rtve spagnola, Sassoli ha aggiunto che “ci sono le istituzioni europee che stanno combattendo per difendere i nostri cittadini, le nostre vite e la nostra democrazia, nessuno può uscire da solo da questa emergenza. Per questo la miopia e l’egoismo di alcuni governi va contrastata. Voglio essere molto chiaro: I governi nazionali non sono l’Europa“.



“Abbiamo bisogno che i nostri paesi spendano tutto quello che debbono spendere – ha continuato Sassoli – per fare questo serve uno strumento comune per garantire il debito. Deve crescere rapidamente tra i nostri governi la coscienza che l’Europa non uscirà da questa crisi come è entrata. C’è ancora una consapevolezza troppo bassa di questo. Le Istituzioni europee lo hanno capito. E ‘ora che lo capiscano anche i governi” ha detto il Presidente dell’europarlamento.

Voglio essere molto chiaro: i governi nazionali non sono l’Europa”, dice il presidente del Parlamento europeo David Sassoli. “Ci saremmo aspettati una più forte assunzione di responsabilità dai leader. Ora abbiamo due settimane di tempo per lavorare, sperando che si sciolgano le riserve e vengano date risposte”, ha aggiunto. “Ci sono le istituzioni europee che stanno combattendo per difendere i nostri cittadini, le nostre vite e la nostra democrazia nessuno può uscire da solo da questa emergenza”.

“L’avversione di alcuni Paesi del Nord Europa alla prospettiva degli Eurobond – ovvero alla condivisione del debito a livello europeo – mi lascia perplesso, per usare un eufemismo. Non vorrei che qualcuno in Europa stesse pensando di lasciar fare debito all’Italia per poi punirla successivamente”. Così Stefano Patuanelli, ministro dello Sviluppo economico, sulla sua pagina Facebook dopo che il Consiglio Ue ieri non ha trovato un accordo sulle ipotesi di finanziare la risposta alla crisi del coronavirus con i coronabond o gli eurobond. – www.rainews.it



   

 

 

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