Coronavirus: Ministero Salute sapeva tutto 3 mesi fa, ma nessuno agì

L’emergenza Coronavirus in Italia continua senza tregua. I casi si moltiplicano, gli ospedali sono pieni e la gente che sta male è anche costretta a restare a casa senza ricevere le cure necessarie. Inoltre mancano mascherine e prodotti infermieristici, insomma il Paese si è trovato spiazzato. Ma un documento del 5 gennaio, come riporta il Fatto Quotidiano svela che invece tutti sapevano ma nessuno fece niente di concreto.

Il testo è stato inviato dal Ministero della Salute a tutti gli enti interessati, dall’Istituto Superiore di Sanità, all’ospedale Spallanzani di Roma al Sacco di Milano e a tutte le altre principali strutture potenzialmente coinvolte. Già l’oggetto era eloquente: “Polmonite da eziologia sconosciuta”. I segni e i sintomi risultano fin da subito chiari: “Febbre e difficoltà respiratorie, con posibili lesioni invasive che interessamento entrambi i polmoni”. Insomma tutto era noto già a gennaio.

Lo conferma anche Antonio Pesenti direttore di rianimazione del Policlinico di Milano. “Si sono fatte simulazioni sul rischio del contagio e fin da subito – spiega al Fatto – era chiaro che le terapie intensive sarebbero andate in sofferenza”. Tutto questo a tre settimane dal primo caso in Italia, quello del paziente 1 di Codogno. Ma delle parole non si passò ai fatti, solo il 17 febbraio in un’ulteriore riunione si comincia a parlare delle attrezzature necessarie e di quali strumenti acquistare. Tre giorni dopo il primo caso diventa realtà e la macchina si attiva. Il sito Tpi rivela inoltre che una nota dell’Iss del 2 marzo consigliava la creazione di una zona rossa in Val Seriana (Bergamo), ma non venne istituita.   www.affaritaliani.it

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