Coronavirus, Sileri: muore chi non riesce a raggiungere una terapia intensiva

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“Questa è una malattia subdola, che parte con dei sintomi, come la febbre, la tosse, ma poi arriva l’insufficienza respiratoria. Purtroppo non muoiono solamente coloro che stanno in terapia intensiva, ma muoiono anche, e dai numeri soprattutto, coloro che non riescono a raggiungere una terapia intensiva. E’ una malattia subdola, troppo veloce. Così è anche importante un utilizzo maggiore dei tamponi, da fare a tutti i contatti dei positivi e ai soggetti a rischio. Poi occorre dare i dispositivi di protezione a chi è in quarantena e vive con altre persone”. Lo ha detto il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri, ospite di ‘Sky Tg24′.

“E’ vero – ha sottolineato – che già dalle settimana scorse chiunque stava male era invitato a rimanere a casa. Chi ha dei sintomi è opportuno che nel dubbio si allontani dagli altri. E’ chiaro che però una omogeneità tra le diverse Regioni è necessaria. Se sii vive in 4 persone in 50 metri quadri, è chiaro che c’è un problema di contagio. Ritengo quindi che coloro che hanno dei sintomi devono stare in ospedale o in altre strutture dove è possibile un’assistenza sanitaria completa e adeguata perché purtroppo questa è una malattia subdola”, ha ribadito.



L’impatto dell’emergenza sanitaria “purtroppo è stato molto forte per Lombardia, Emilia, Veneto, Piemonte e anche nelle Marche. La situazione è relativamente più tranquilla nel centro-sud. Anche Roma è abbastanza sotto controllo. C’è una certa pressione sugli ospedali, ma molto ridotta rispetto alla Lombardia”, prosegue.

Purtroppo, aggiunge Sileri, “il numero dei decessi continuerà a rimanere alto ancora per un po’, perché ci sono persone malate da diversi giorni e non riescono a sconfiggere il virus. Bergamo? Vi è stata un’esplosione di casi e questo ha determinato una rapida diffusione con tanti focolai sparsi. Un’analisi più accurata di tutto il panorama consentirà di capire bene cosa è successo. Sappiamo che questo virus è più di un’influenza, sicuramente i soggetti anziani sono più fragili, però vediamo che muoiono anche soggetti giovani senza altre patologie”.  adnkronos



   

 

 

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