Eutanasia contro parere dei familiari, assolti medici e psicologo

Suicidio assistito a 38enne – Lei voleva dire basta, ma la famiglia non era d’accordo. Così, dopo la morte assistita della donna, hanno denunciato i tre medici che l’hanno aiutata. È successo in Belgio, dove la storia di Tine Nys è diventato un caso nazionale. L’epilogo, almeno momentaneo, è arrivato nelle ultime ore, con l’assoluzione dei tre medici portati in tribunale dalla famiglia della donna, convinti che non ci fossero le condizioni per applicare l’eutanasia. Si tratta del primo caso finito di fronte alla giustizia belga da quando, nel 2002, esiste nel Paese il diritto di morire.

La decisione dei giudici – Una giuria di 12 membri ha emesso il verdetto di non colpevolezza, dopo circa otto ore di camera di consiglio. La donna, deceduta nel 2010, aveva ottenuto l’eutanasia grazie alla firma dei tre dottori accusati, poi prosciolti da ogni imputazione. Si tratta del medico che aveva somministrato l’iniezione letale, dell’ex medico generico della Nys e di uno psichiatra.

La denuncia – I genitori e le sorelle della donna, che erano presenti al momento della sua morte, si lamentavano del fatto che l’eutanasia fosse stata eseguita in maniera non professionale e illegale, dal momenrto che la Nys non soffriva di un disturbo mentale incurabile, condizione importante per la concessione dell’eutanasia.

Le norme – La legge belga consente infatti agli adulti di chiedere il diritto di morire a condizione che si trovino ad affrontare insopportabili sofferenze fisiche o mentali, derivanti da una patologia grave e incurabile. Nel 2014 è stato esteso il diritto anche ai bambini malati terminali. La maggior parte dei pazienti che scelgono la morte assistita hanno un cancro terminale, ma negli ultimi anni si sono verificati vari casi in cui il diritto è stato concesso a che soffre di patologie mentali.

Anche nei Paesi Bassi, altro Stato dove l’eutanasia è legale, un medico è stato assolto in un processo lo scorso settembre dopo essere stato accusato di non aver ottenuto il consenso adeguato da una donna che aveva il morbo di Alzheimer.

http://europa.today.it

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