Il Marocco si prende un pezzo di mare delle Canarie

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di Roberto Pellegrino

La situazione diplomatica è tesa tra la Spagna e il Marocco dopo che il Paese di Mohammed VI, tramite una decisione del Parlamento, ha approvato, lo scorso mercoledì, un ampliamento dei confini marittimi con l’estensione dell’area di acque territoriali al sud delle isole Canarie.

Dietro questa decisione, c’è ovviamente, un tornaconto personale per i marocchini: i fondali di quella zona marina sono ricchi di giacimenti di tellurio e altre terre preziose e minerali, un’area in prossimità del monte sottomarino Tropic. Il tellurio è indispensabile per la fabbricazione di pannelli solari. E per il Governo della Comunità autonoma delle Canarie, estendere i confini del Marocco viola i trattati internazionali poiché i nuovi confini marocchini si sovrappongono all’area che circonda la zona meridionale dell’arcipelago spagnolo.

Ángel Victor Torres, socialista, governatore delle Canarie ha votato una mozione parlamentare, giovedì, che denuncia l’illegalità della scelta di Rabat. La preoccupazione delle Canarie è che l’espansionismo marocchino produca effetti sull’economia della regione.

Anche il partito Podemos Canarie ha denunciato l’allargamento dei confini marittimi marocchini parlando di “politica espansionista”. Il Fronte Polisario – Fronte di Liberazione Popolare di Saguia el Hamra e del Rio de Oro – una organizzazione militante e un movimento politico attivo nel Sahara Occidentale che lotta per l’autodeterminazione della sua terra, ha condannato il Marocco che con l’allargamento dell’area di acque territoriali sottrae ai saharawi la loro porzione di mare e di risorse ittiche. Il FP denuncia, inoltre, che è “una manovra disperata del Marocco per rendere legittima l’opposizione illegale di parti del Sahara occidentale”.

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