Sudan, scontri etnici tra arabi e africani in Darfur: 65 morti

Sudan – Le violenze scoppiate nella regione del Darfur occidentale nella scorsa settimana hanno provocato la morte di almeno 65 persone e oltre 50 feriti, oltre a migliaia di sfollati. Gli scontri interetnici scoppiati il ​​29 dicembre sono stati i peggiori da anni, anche se i dettagli sul numero delle vittime sono stati lenti ad emergere.

La violenza rappresenta una sfida alle autorità civili e militari che condividono il potere in seguito al rovesciamento dell’ex presidente Omar al-Bashir, avvenuto lo scorso aprile.

Secondo quanto riportato dall’agenzia Reuters, la violenza nel Darfur occidentale è scoppiata dopo una disputa tra gruppi etnici arabi e africani nella capitale dello stato di el-Geneina. Miliziani arabi hanno fatto irruzione in un campo per sfollati  e hanno attaccato e bruciato diversi villaggi, secondo i residenti.

La missione congiunta di mantenimento della pace Unione Africana-Nazioni Unite nel Darfur, UNAMID, ha dichiarato venerdì di essere profondamente preoccupata per il “deterioramento della sicurezza e della situazione umanitaria in El-Geneina e nei dintorni“.

Il conflitto nel Darfur è cominciato nel 2003 dopo che i ribelli, per lo più non arabi, sono insorti contro Khartum. Le forze governative, e principalmente la milizia araba, che si sono mosse per reprimere la rivolta, sono state accusate di atrocità.

La situazione nel Darfur occidentale era in gran parte tranquilla dal 2010, anche se negli ultimi tre anni ci sono state schermaglie occasionali.

Giovedì e venerdì ci sono stati anche scontri nella parte orientale del paese a Port Sudan tra i gruppi etnici Beni Amer e Nuba che hanno causato la morte di otto persone e dozzine di feriti, secondo un gruppo di medici locali.

Beni Amer e Nuba si sono scontrati anche in passato, ma hanno firmato un accordo di riconciliazione lo scorso settembre a seguito delle violenze che hanno causato almeno 16 morti.

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