Vietato difendere Patria e civiltà cristiana. Prete contro la preghiera degli Alpini

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🔶🔶 VICENZA: PRETE NON VUOLE SI RECITI LA PREGHIERA DEGLI ALPINI E NOI CAMBIAMO CHIESA 🔶🔶Stamattina con gli Alpini del gruppo di Borgo Casale ci siamo recati, come da tradizione, alla Chiesa di San Pietro a Vicenza per ricordare solennemente i nostri caduti.Il parroco però ha deciso che non dovesse essere pregata in Chiesa la preghiera dell’Alpino… E così siamo andati altrove, allietando con il Coro degli Alpini di Piovene Rocchette la messa e la mattinata di alcuni anziani ospiti di una vicina casa di riposo: un grazie a Don Giuseppe che ci ha accolti a braccia aperte!#Alpini #preghieraAlpino #AlpiniVicenza #BorgoCasale #coroANAPioveneRocchette #4Novembre #ricordo #preghiera #Chiesa

Geplaatst door Elena Donazzan op Zondag 3 november 2019

Polemiche in Veneto per quanto accaduto nella chiesa di San Pietro a Vicenza, che avrebbe dovuto ospitare il gruppo degli alpini di Borgo Casale, per la deposizione di una corona in ricordo dei caduti e la funzione religiosa. Il parroco ha deciso che la preghiera degli alpini  dovesse essere tagliata con la scusa di evitare la parte riferimento alle armi per difendere patria e civiltà come se, in certi casi bastasse lanciare fiori e caramelle ai nemici per fermarli.

All’evento era presente anche l’assessore regionale del Veneto, Elena Donazzan, che ha postato sui social un video diventato virale. “La chiesa è inclusiva con tutti, a cominciare dai migranti, tranne che con gli alpini, che poi, però, sono i primi a farsi in quattro per risistemare le parrocchie”, ha commentato l’esponente di Fratelli d’Italia. Gli alpini hanno preferito quindi andare in un altro posto per la celebrazione.

La frase “incriminata” della preghiera degli alpini, nel testo originale che ha assunto la sua forma ufficiale nel 1949, è la seguente: “Rendi forti le nostre armi contro chiunque minacci la nostra Patria, la nostra bandiera, la nostra millenaria civiltà cristiana.

La preghiera è stata modificata nel 1972, in una versione approvata dall’ordinariato militare con la seguente strofa: “rendici forti a difesa della nostra Patria, della nostra Bandiera e della nostra millenaria civiltà cristiana”.

 

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