INPS nel caos: che succede alle pensioni degli italiani?

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di Io investo

Vi ricordate quando vi abbiamo parlato dei rischi e dei problemi del sistema pensionistico italiano?

Ecco, Ci siamo dentro fino al collo.

Lasciatemi però aprire una parentesi: ci terrei a dire che non siamo noi ad aver portato sfortuna ma semplicemente non ci voleva un genio a prevedere tutto ciò.

La notizia è fresca fresca di questi giorni.

Come riportato dal Sole 24 Ore il fondo gestito dall’INPS che raccoglie i TFR di milioni di lavoratori è a un passo dal burrone.

Ecco cosa troverai nel video:

0:53 – Cos’è il fondo TFR dell’INPS
2:16 – Qual era lo scopo dei soldi raccolti e per cosa sono stati spesi
2:42 – In che condizioni versa questo fondo
4:13 – Che fine farà il TFR già versato dai lavoratori
5:04 – Cosa ci insegna questa storia

In questo video voglio spiegarvi cosa sta succedendo all’INPS e al fondo che gestisce miliardi di euro di TFR e che oggi rischia di saltare completamente per aria.

Ok dai iniziamo e partiamo dai fatti.

Innanzitutto cos’è questo fondo TFR che gestisce l’INPS?

Il fondo TFR non è nient’altro che un fondo nel quale finiscono tutti i trattamenti di fine rapporto dei lavoratori impiegati in aziende con almeno 50 dipendenti.

Questo perché fino al 2006 anche un lavoratore di un’azienda con più di 50 dipendenti poteva scegliere liberamente la destinazione del TFR.

Quindi si poteva decidere se lasciarlo in azienda oppure versarlo in un fondo pensione.

Qual era però la paura del governo di allora?

Che alcune aziende, per timore di essere danneggiate, vedendo il TFR di un proprio lavoratore volare via altrove avrebbero potuto “influenzare” i propri dipendenti “convincendoli” a lasciare la quota accantonata in azienda.

Si è deciso così di inserire per le aziende con almeno 50 dipendenti l’obbligo di trasferire il TFR accantonato ogni mese in un apposito fondo dello Stato gestito dall’INPS.

Teoricamente tutti questi soldi raccolti sarebbero dovuti servire per sostenere le infrastrutture e per finanziare un fondo di salvataggio per le aziende in difficoltà.

Come però spesso accade dalle nostre parti purtroppo le cose non sono andate proprio così.

Gran parte di questi soldi è scomparso, finito nell’immenso calderone dell’INPS senza che ne fossero chiariti gli scopi.

E ora in che condizioni versa questo fondo?

Ahimè…pessime.

Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, dei 36,3 miliardi di euro versati in dodici anni ne sono rimasti appena 1,5 miliardi.

E gli altri 34 miliardi? Spariti!

Questi soldi sono stati usati per tamponare le diverse emergenze di finanza pubblica e per pagare la liquidazione a tutti quei lavoratori che in questi anni sono andati in pensione, hanno cambiato azienda o hanno perso il posto di lavoro.

Un disavanzo molto pericoloso con le risorse a disposizione che potrebbero non essere più sufficienti per pagare i TFR futuri ai dipendenti.

Mentre infatti nei primi anni la differenza tra entrate e uscite, (quindi tra lavoratori che versavano il TFR e l’INPS che pagava le buonuscite) è stato positivo, ora questo valore è crollato.

Si è passati dai 5 miliardi del 2007 al 1 miliardo e mezzo dello scorso anno.

Occhio perché se il trend rimane questo già dal prossimo anno il fondo potrebbe andare in rosso.

Che si fa allora a questo punto?

Semplice, si fa un altro fondo!

Il Presidente dell’INPS, Pasquale Tridico, in questi giorni infatti si è detto favorevole all’istituzione di un nuovo fondo pubblico di previdenza complementare per i giovani lavoratori.

Ma in tutto questo il TFR versato da questi lavoratori che fine farà?

Tranquilli, anche se il Fondo dovesse andare in disavanzo non ci sono rischi per il TFR dei dipendenti.

Questo perché, così come per tutte le gestioni INPS che hanno uno squilibrio tra contributi versati e prestazioni erogate, nel caso si arrivi al game over ci penserà lo Stato ad intervenire.

 

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