Conte vuole la Turchia in Europa e se ne frega del rischio di islamizzazione

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Un fanfarone, questo premier, che nulla farà per frenare la Turchia che invade, spara, ammazza. Giuseppe Conte, con tutti i misteri che si porta appresso, deve avere nella sua collezione occulta uno speciale rapporto anche con Ankara, perché altrimenti non si spiegherebbero prese di posizione e balbettii incomprensibili. Ieri è arrivato a dire che “dobbiamo persuadere la Turchia a rinunciare” alla opzione delle armi, “l’esercito turco deve tornare indietro”. Roba da far commuovere Erdogan.

Dall’inane presidente del consiglio e dai suoi colleghi europei ci aspettiamo invece una cosa ben precisa: stracciare a coriandoli la richiesta turca di adesione all’Unione europea. Ci ricattano, vogliono islamizzarci, seminano terrore e noi ce li dovremmo prendere. E ditelo questo no, ditelo fragorosamente, senza paura.



Quando Delmastro scoprì le manovre del governo pro Ankara – Invece non lo pronunciano. Nemmeno Salvini riuscì a convincere Conte, che proprio sulla questione dell’adesione circa alla Ue fece fesso il leghista, per il tramite dell’allora ministro Paolo Savona. Fu Andrea Delmastro, deputato di Fratelli d’Italia, a scoprire a febbraio scorso che nella relazione programmatica sulle attività dell’Italia in Europa c’era qualcosa di troppo. “La strategia di allargamento verso i Balcani Occidentali e la Turchia rappresenta, secondo il governo, uno strumento politico essenziale”. Pagina 139. Quella pagina non è stata strappata.

Anche la Meloni denunciò, dall’opposizione, il grave pronunciamento del governo gialloverde. Ma nessuno fiatò, né Di Maio, né Salvini, fatta salva qualche dichiarazione senza effetti pratici. Logico che ora, libero dalla Lega, Conte possa finalmente dire quello che pensa e andare avanti lungo la strada preconizzata in quel documento.

Certo, la guerra fa paura, ma gli affari sono affari. E ieri, nel pieno della caccia all’uomo contro i curdi, la maggioranza Pd-Cinquestelle non si è vergognata nel bocciare una risoluzione di Fdi. Il documento chiedeva di chiudere per sempre il dossier di adesione della Turchia all’Europa. Erdogan può ancora contare sull’amico italiano in Europa.

Se entra la Turchia, sarà musulmano il più grande paese europeo – – Con il Pd a suo sostegno, Conte potrà fare come vuole. E se lui e quelli lui non la smettono di sbaciucchiare Ankara, di qui a qualche tempo ci ritroveremo in un’Europa il cui paese più grande sarà musulmano. E’ il sogno di chi punta all’islamizzazione del Continente. E’ la strategia di Erdogan. Sarà la conseguenza di una classe dirigente pusillanime, incapace di vedere oltre il proprio naso nella tutela dell’interesse nazionale.

Nel frattempo, si moltiplicano le dichiarazioni, ma si contano i morti. L’Occidente appare inerte, l’Unione Europea un fantasma, un popolo rischia di essere sterminato dalle truppe ammassate lì dalla Turchia. Proprio in Europa c’è il paradosso peggiore. In casa, ognuno chiedere che l’Unione parli con una sola voce. A Bruxelles ognuno pretende di agire da solo. Intanto Erdogan continua ad agire indisturbato con la sua micidiale prepotenza.

Ce ne accorgeremo anche noi quando la Turchia busserà alla nostra porta con il suo carico di terrore. Abbiamo lasciato libero Erdogan di minacciare violenze sulle nostre donne per far nascere e crescere qui milioni di musulmani, mentre l’Italia ufficiale si limitava a sorridere alla battutona. Era semplicemente la sincera volontà di dominio di un mondo che resta ostile alla civiltà europea. Non bisogna dimenticarlo mai. Purtroppo governa Giuseppe Conte.

Francesco Storace

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