Solidali con cani e porci, ma NON con gli Italiani che la pensano diversamente da loro

Alcuni soggetti più o meno di parte si riuniranno per celebrare l’eccidio di S. Maria a Colle, avvenuto nell’agosto del 1944. Non so quanti libri e che libri hanno pubblicato coloro che si sciacquano un giorno sì e l’altro pure la bocca con l’antifascismo, evento nato e sorto in contrapposizione evidente con il fascismo ed essendo morto quest’ultimo da un pezzo, ormai inutile sopravvivenza. E’ singolare come questa gente, che si batte il petto e parla a ruota libera di accoglienza, di solidarietà, di fratellanza, lo faccia sì, ma per cani e porci e non per quei fratelli italiani che la pensano diversamente da loro e per tutti coloro che, pur sbagliando, hanno pagato con la vita la loro fedeltà all’Italia sia pure, purtroppo, fascista. Sembra che il perdono e la dedizione siano disponibili a piene mani per tutti fuorché per il passato e per chi ha avuto la colpa di stare dalla parte sbagliata, sbagliata anche perché ha perso. E’ una contraddizione che nessuno tra gli intellettuali e i servi dell’informazione quotidiana ha il coraggio e l’onestà di rilevare. Si fa dell’antifascismo uno strumento politico per il presente e il futuro quando, al contrario, dovrebbe essere soprattutto uno strumento storico di riavvicinamento di questo disgraziato paese che, ormai, di antifascismo e di fascismo non solo non sa cosa farsene, ma non riesce neanche a capire il motivo di tanta resurrezione politicizzata.

Ma non è a loro, comunque, che ci riferiamo quando citiamo il titolo di un famoso film, Unglorious bastards. Quello che ci fa veramente schifo è ciò che sta andando in onda in questi giorni, ossia l’asse tra Renzi, il peggior politico e il peggior, a nostro avviso, italiano mai visto sul globo terracqueo e il movimento 5stelle, da sempre una costola della sinistra e ben contento di cambiare partner visto che, ormai, di sicurezza e di clandestini non voleva più sentirne parlare. E, se ci fa schifo, non è per coloro che lo stanno organizzando, ma per l’ennesimo tradimento che si compie alle spalle del popolo italiano il quale, da solo, avrebbe il diritto di scegliere come essere governato. Invece ancora il popolo violentato, stuprato addirittura, vilipeso, dileggiato, spremuto solo per pagare tasse e imposte e per stare zitto. Il potere, qualunque esso sia, ha paura della pancia della gente la quale, almeno in Italia, troppe volte si è accontentata di riempirla di cibo invece che di sostanza.

Ormai è evidente a tutti che esiste una frattura spaventosa tra la classe politica italiana avulsa dalla realtà e dalla gente e queste ultime. Come accadde l’8 settembre 1943, quando il re, lo stato maggiore, il governo fuggirono a Pescara abbandonando l’Italia nelle mani del tedesco invasore, ma fino al giorno prima alleato. Anche all’epoca fu evitato accuratamente di affidarsi al popolo, consegnando armi e direttive oppure organizzando una resistenza contro i nazisti. E oggi accade, come altre volte in passato, lo stesso. Gli organismi sovranazionali, i banchieri e coloro che barattano vite umane in cambio di vili banconote, non vogliono un governo sovrano, preferendo un governo servo composto da elementi affidabili che hanno a cuore gli interessi di casta piuttosto che quelli degli italiani.

Oggi, essere italiani è una colpa. Si può essere tutto, persino spacciatori o criminali, ma non si può essere italiani pena l’essere, automaticamente, anche fascisti.

Gli italiani sono stanchi di compromessi, di leccaculo, di marionette dell’informazione che nei telegiornali o sulle testate cartacee più o meno svendute all’ultimo padrone, cercano di resuscitare politicamente i morti come sta avvenendo in questi giorni, abbattendo, al contrario, l’unica forza e uno dei pochi politici che si oppone, più o meno bene, al sistema. Si vuole una Europa senza identità e si fanno sbarcare a milioni clandestini che, fuggendo, impoveriscono ancora di più l’Africa con il solo risultato di distruggere l’Occidente. Vorremmo che la gente smettesse di spendere soldi per acquistare i giornali cartacei: sarebbe la loro fine e la fine di una musica che è sempre la stessa ed è dettata dagli editori che manovrano il timone.

Gli italiani, se potessero manifestare liberamente il proprio voto, porterebbero immediatamente le forze populiste e sovraniste al governo, ma questo rischierebbe di avere un effetto destabilizzante in Europa dove l’Italia diventerebbe un laboratorio dal quale prendere esempio. Non dimentichiamoci che il fascismo nacque in Italia prima ancora che nel resto d’Europa. Invece ci dobbiamo sorbire un governo fatto dai cadaveri, dai grillini, il nulla più assoluto che un giorno dice una cosa e l’altro ne fa un’altra. E dal Pd, il cui ex segretario, Matteo Renzi, è meno credibile ed affidabile di un granchio sopra uno scoglio.

Gli italiani, purtroppo, non hanno il dono della ribellione congenita. Il loro essere rivoluzionari si limita, spesso, ad essere esercitato solamente sulla tazza del cesso. Per il resto, è notte fonda. Eppure non possiamo stare zitti e farci infinocchiare un’altra volta, non possiamo accettare che la vita dei nostri figli venga stabilita da chi vuole distruggere le fondamenta stessa della società. Non mollate. Non fatevi ingannare da ciò che scrivono, sui giornali, i giornalisti di regime. Essi gettano fango su una persona e questo basta, nella società dell’immaginario collettivo, a isolarla.

Per noi di Gazzetta, le emergenze insopprimibili del popolo italiano sono la sicurezza e l’immigrazione senza freni. Tutto il resto è solamente aria fritta.

www.lagazzettadilucca.it

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